Un lungo applauso applauso, con tutti i presenti in piedi, ha salutato il termine della lectio doctoralis del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Questa mattina a Firenze, al teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Capo dello Stato ha ricevuto infatti la laurea honoris causa in occasione delle celebrazioni per i 150 anni della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”.
“La contemporaneità sta imponendo sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli assetti e sugli ambiti istituzionali – ha detto Sergio Mattarella -. I protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e di comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti. Non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la Seconda Guerra Mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole degli Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi».
Poi Mattarella è passato a spiegarne il senso.
«I social hanno modificato il modo di comunicare, cambiando relazioni sociali e modo di operare anche nella vita politica. L’intelligenza artificiale sta modificando forme e modalità di lavoro e innumerevoli e ancora indefiniti aspetti della vita nel mondo. Un contributo fondamentale, in questo quadro, a una convivenza più giusta e più libera deve vedere protagonisti il mondo della cultura e istituzioni come la Cesare Alfieri».

«Rimettere al centro la persona»
«La tecnologia e la scienza sembrano avere oggi bisogno soprattutto di un nuovo e vigoroso apporto di carattere umanistico. Di una nuova ricomposizione dell’unicità del sapere, sempre più avvertita e concretamente sviluppata da discipline che un tempo apparivano estranee le une alle altre. Vi è l’esigenza di rimettere al centro la persona, i valori umani e universali, il senso di comunità che accresce il valore delle relazioni tra le persone, del rispetto e del reciproco riconoscimento di dignità e di diritti».
«Non lasciamo che avvenga la regressione»
Al termine, nel citare Silvano Tosi, docente alla Cesare Alfieri di cui ricorre il centenario della nascita, Sergio Mattarella ha detto: «Nel 1957 [Tosi] concludeva la prefazione alla sua traduzione della “Democrazia in America” di Tocqueville con queste parole, tuttora attuali e motivo di riflessione: “Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell’aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell’individuo, che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l’intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l’infanzia dell’uomo”. Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione».

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI
Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici
Al termine della cerimonia, il Capo dello Stato ha visitato l’istituto storico toscano della Resistenza.







