SIENA – Le prospettive di crescita per le medio-imprese italiane sono positive, con un aumento del 2,5% del fatturato e del 2,7% in esportazioni.
È quanto emerge dal XXV Rapporto sulle medie imprese industriali italiane e nel Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica”, realizzati dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, e presentati nella mattina di oggi, 30 giugno, nella Sala San Donato della Banca Monte dei Paschi di Siena.
Nonostante i numeri positivi e in crescita, però, le medie imprese si ritrovano a pagare le conseguenze dell’incertezza globale: oltre 7 imprese su 10 infatti ritengono che questa situazione geopolitica possa generare ricavi inferiori nei prossimi 12 mesi rispetto a uno scenario di maggiore stabilità.
Sono forti anche le difficoltà nel reperimento del personale, che interessano il 90% circa delle aziende.
Le medie imprese in Italia e in Toscana
Le medie imprese sono una realtà produttiva dinamica sempre più strategica nella nostra economia: producono il 16% del fatturato dell’industria manifatturiera italiana rappresentando il 15% del valore aggiunto e il 13% sia delle esportazioni sia dell’occupazione complessiva. Nell’arco dei ventinove anni osservati dal Rapporto, il segmento è cresciuto per numero di imprese (da 3.377 a 3.491), giro d’affari complessivo (+178,3%), vendite oltreconfine (+290,7%) e occupazione (+47,2%).
In Toscana, il 9% circa delle medie imprese è concentrato nell’area di Siena, dove realizza ricavi pari a 1,1 miliardi di euro, corrispondenti al 10% del totale realizzato dalle aziende regionali di taglia intermedia.

Andrea Prete, presidente di Unioncamere
“Le medie imprese industriali italiane restano uno dei pilastri più solidi del nostro sistema produttivo, per capacità competitiva, presenza nelle filiere e apertura ai mercati esteri” ha detto Andrea Prete, Presidente di Unioncamere.
“Proprio per questo, l’aumento dell’incertezza internazionale e la volatilità dei costi energetici e delle materie prime non vanno sottovalutati: possono ridurre il potenziale di crescita di queste imprese. Occorre accompagnare questi campioni del made in Italy con politiche industriali, strumenti finanziari e servizi territoriali capaci di rafforzarne resilienza e investimenti”.
Gabriele Barbaresco, direttore Area Studi Mediobanca
“I risultati ottenuti dalle medie imprese manifatturiere italiane negli ultimi trent’anni sono molto positivi, ma restano ancora ampi spazi di miglioramento. Nell’indagine di quest’anno emerge un dato significativo: solo 2 imprese su 10 ritengono di avere strumenti adeguati per affrontare l’incertezza”.
“È un tema centrale per l’imprenditore, perché la capacità di creare profitto nasce proprio dal saper prendere decisioni in contesti incerti. In questa prospettiva, il modello anglosassone propone l’istituzione di un Future Readiness Committee, pensato per supportare il top management nell’analisi degli scenari più complessi e nella definizione delle iniziative necessarie”, sostiene Gabriele Barbaresco, Direttore dell’Area Studi Mediobanca.
Giuseppe Molinari, presidente Centro Studi Tagliacarne
“Le medie imprese sono uno dei punti di forza del capitalismo familiare italiano: imprese solide, radicate nei territori e capaci di competere anche sui mercati internazionali” ha detto Giuseppe Molinari, Presidente del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne.
“La loro competitività futura passerà però dalla capacità di coniugare la continuità del modello imprenditoriale con una trasformazione più profonda, fatta di investimenti nelle tecnologie più avanzate e nel capitale umano. Perché l’innovazione genera valore soprattutto quando le imprese riescono a integrare nuove tecnologie, competenze qualificate e formazione”.

Massimo Guasconi, presidente Camera Commercio di Arezzo-Siena
“Oggi le medie imprese italiane, strettamente connesse alle dinamiche geopolitiche globali, devono accelerare la trasformazione interna e abbracciare l’innovazione per rimanere competitive”, commenta Massimo Guasconi, Presidente Camera di Commercio di Arezzo-Siena.
“Questo salto tecnologico, tuttavia, funziona solo se viaggia di pari passo con la valorizzazione delle competenze e del capitale umano. Come sistema camerale, siamo pronti ad accompagnare le nostre imprese in una sfida che integri continuità e transizione”.
Tutta la documentazione è disponibile per il download sui siti: www.areastudimediobanca.com, www.unioncamere.gov.it e www.tagliacarne.it







