un frame della trasmissione di Massimo Giletti
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A piccoli passi, la vicenda della morte di David Rossi, avvenuta il 6 marzo 2013, sembra riprendere il suo cammino nella faticosa ricerca di una verità che non sia solo quella del suicidio, riconosciuta in sede processuale.

Dopo la nuova perizia dei Carabinieri del Ris che, a dicembre scorso [LEGGI], ha riaperto all’ipotesi dell’omicidio del manager di banca Mps, sono riemerse tante incongruenze non tenute in ipotesi o giudicate di scarso valore dai giudici, mentre da qualche settimana sono riprese da alcune trasmissioni tv, in particolare “Le Iene” (Italia 1) e “Lo stato delle cose” (Rai 3).

Ieri sera, durante la trasmissione, Massimo Giletti ha ospitato il medico legale Robbi Marghi, consulente della Commissione parlamentare, che ha analizzato le immagini del corpo di David e dato una spiegazione, punto per punto, alle ferite sull’avambraccio, gomito al e sullo stesso volto. Spiegazioni che confermano lo scenario indicato dai Ris e che pongono domande su quanto accaduto nello studio di David Rossi in banca Mps e fuori dallo stesso, sulla finestra dalla quale è precipitato.

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Lesioni da afferramenti

Vengono mostrate nuovamente le immagini del corpo e le lesioni che mostrava. In particolare quelle sul braccio sinistro, sarebbero riferibili a ferite “non compatibili assolutamente con la caduta di David Rossi ma con forti pressioni in corrispondenza dell’orologio”, mentre per quanto rigiarda il gomito sinistro rotto si tratterebbe di ferite non compatibili con il contatto al selciato (da una caduta da 13 metri), ma con un movimento determinato da rotazione o pressione “forzata”, così il medico Marghi.

Mentre le escoriazioni sull’avambraccio destro sarebbero da riportare a “ecchimosi da afferramenti”. Insomma, sospeso nel vuoto dalla sua finestra, qualcuno teneva David per le braccia. Chiaro.

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Lesioni da percosse

Egualmente le lesioni sul volto, che più volte abbiamo visto in tv e sui giornali, sarebbero provocate da “corpi contundenti”; quelle sul naso – senza volere – potrebbe avere urtato con un margine tagliente” (cosa? un oggetto? e se si, quale?), mentre su naso e labbro inferiore si tratterebbe di ferite fresche, così come sul sopracciglio sinistro sembrerebbero ecchimosi da “percosse nella zona temporale”. Non determinate dalla caduta. Ma, forse, da una collutazione all’interno del suo ufficio in Rocca Salimbeni. Insomma, conclude il medico: «qualcosa in quello studio è successo». Già, ma cosa? E con chi? E poi, perchè?

Domande rimaste ancora senza risposta. E che richiamano alla memoria quanto chiesto già nel 2017 dalla figlia Carolina Orlandi: “Chi sa parli”.

Verità e giustizia. Le mancate risposte su David Rossi. La memoria per guardare avanti