SIENA – La procura di Siena ha iscritto nel registro degli indagati lo psichiatra che seguiva Miriam Oliviero, la 24enne di Monteroni d’Arbia morta dopo essere caduta dalla Torre del Mangia.
Il medico, libero professionista, risponde dell’ipotesi di omicidio colposo in ambito sanitario.
Secondo l’accusa, il quadro clinico della ragazza era grave e il rischio di suicidio risultava evidente. Gli inquirenti ritengono che lo psichiatra non abbia però attivato un raccordo con l’Asl Toscana Sud Est e con l’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti, contribuendo così a creare le condizioni della tragedia.
Il medico è assistito dall’avvocato Jacopo Pastorini. L’iscrizione nel registro degli indagati risale a pochi giorni fa, quasi un anno dopo la morte della giovane.
La morte di Miriam
Miriam Oliviero si tolse la vita il 28 ottobre 2025, lanciandosi dalla Torre del Mangia, il campanile che domina piazza del Campo. I carabinieri e i vigili del fuoco ritrovarono il suo corpo il 31 ottobre su uno dei tetti di Palazzo Pubblico, sotto la torre.
La ragazza era scomparsa tre giorni prima da Monteroni d’Arbia, dove viveva con la famiglia. Quel giorno non si era presentata al lavoro presso la biblioteca comunale e aveva fatto l’ultima telefonata alla madre.
Dopo la scomparsa, i carabinieri avviarono le ricerche. Il telefono di Miriam rimase acceso e, nonostante le chiamate, non ricevette risposta: la geolocalizzazione permise infine di individuarlo in piazza del Campo. Gli agenti rinvennero l’apparecchio accanto al corpo della giovane.
Le indagini
La procura sta ricostruendo le circostanze della morte e le responsabilità professionali del medico. L’ipotesi accusatoria si concentra sulla presunta mancata collaborazione tra lo psichiatra e i servizi sanitari pubblici, in una fase in cui, secondo i pm, sarebbe stato necessario un intervento coordinato.







