GENOVA – E’ stato un pomeriggio infinito a Genova. Gli interrogatori dei pm Nicola Marini e Aldo Natalini si sono protratti fino a sera.

Lontano da occhi indiscreti, nel chiaro tentativo dei magistrati liguri, Vittorio Ranieri Miniati e Sabrina Monteverde, di preservare il contenuto di questi colloqui: rimasto difatti riservato. Confronti conseguenti all’indagine che coinvolge i tre procuratori (Antonino Nastasi, indisponibile ieri, sarà ascoltato il 22 novembre) responsabili della prima inchiesta sulla morte di David Rossi. Archiviata per suicidio, così come quella successiva, sempre per decisione del Tribunale di Siena.

Nel capoluogo ligure erano presenti anche gli avvocati Enrico De Martino e Andrea Vernazza, che difendono i loro assistiti dall’accusa di falso ideologico aggravato. Tutto ruota attorno al sopralluogo nell’ufficio dell’allora responsabile della comunicazione di Banca Mps la sera del 6 marzo 2013. Secondo la Procura di Genova, competente per l’operato dei magistrati toscani, il verbale relativo all’ispezione sarebbero caratterizzato da una serie di omissioni. La mancata segnalazione di una prima visita tra le 21.30 e mezzanotte, antecedente all’arrivo della polizia scientifica, e delle azioni compiute dagli stessi pm nel corso del sopralluogo. Operazioni raccontate pubblicamente dal colonnello Pasquale Aglieco nell’ambito dell’audizione della commissione parlamentare d’inchiesta.

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