GENOVA – Magistratura di nuovo in azione sul caso della morte di David Rossi. I tre pm che si occuparono della prima inchiesta sarebbero indagati a Genova con l’accusa di falso aggravato.

A Nicola Marini, Aldo Natalini e Antonino Nastasi, secondo quanto riporta Il Messaggero, i magistrati liguri, competenti per l’operato su Siena, contesterebbero la mancata verbalizzazione della perquisizione, con annessa ispezione informatica e sequestro, dell’ufficio dell’allora responsabile della comunicazione di Banca Mps.

I tre pm, come scritto nel verbale del 7 marzo, “omettevano di attestare che nelle ore precedenti, e in particolare dalle 21,30 sino a circa mezzanotte del giorno precedente, avevano già fatto ingresso nella predetta stanza, prima che la stessa venisse ripresa dal personale della polizia scientifica (il corpo senza vita di Rossi era già stato rinvenuto in vicolo di Monte Pio, ndr)”.

Secondo l’accusa, avrebbero “manipolato e spostato oggetti senza redigere alcun verbale delle operazioni compiute e senza dare atto del personale di polizia giudiziaria che insieme a loro avevano proceduto a questo sopralluogo”.

Alcune di queste accuse sembrerebbero trarre sputo dalle dichiarazioni rese dal colonnello Pasquale Aglieco di fronte alla commissione parlamentare d’inchiesta che ha indagato sulla morte di Rossi. Mercoledì si svolgeranno i primi interrogatori a Genova, nella caserma del nucleo di polizia economico-finanziaria.

Articolo precedenteFranceschelli nominato nella commissione turismo e commercio: sarà capogruppo del Pd
Articolo successivoMps, trimestrale in rosso per 387 milioni: pesa uscita di personale