Trattative che si aprono e si chiudono (leggi). Quattro mesi dall’approvazione del Piano Industriale per il rilancio della banca (leggi). Uno scontro più che un confronto tra azienda e sindacati. Politica senese e nazionale che punta il dito prima contro una parte poi contro l’altra. Agenzie di rating che intervengono “a gamba tesa” sul presente minando il futuro (leggi). Incontri istituzionali e interventi pubblici. Una città, Siena che guarda inerme l’allontanamento della propria banca, e uno Stato che strizza l’occhio ad un salvataggio che potrebbe rivelarsi favorevole gettando nel mare della crisi la scialuppa dei bond. Nel mezzo un’assemblea dei soci infuocata (leggi) e tante ma tante dichiarazioni e interventi che gettano alcol sulla brace a riscaldare quell’autunno caldo senese.
 
Di nuovo in piazza Trecento i dipendenti del Monte dei Paschi di Siena che questo pomeriggio sono scesi in piazza per protestare davanti alla sede di Rocca Salimbeni. al grido «La Banca siamo noi». Al centro della protesta ancora una volta i temi delle esternalizzazioni e del contratto integrativo aziendale. Temi di cui si discute, o si dovrebbe discutere, ormai da mesi senza trovare un punto d’incontro. Argomenti che hanno fatto prima saltare le trattative ma che oggi lasciano intravedere segnali di riapertura. “Pegiudiziali” è il termine e l’atto di accusa che va per la maggiore nello scontro tra le parti. E’ un termine che non lascia presagire nessuno sconto nella trattativa, né da una parte né dall’altra. I sindacati ritengono di avere le alternative possibili alle esternalizzazioni sostenendo un piano di rilancio della banca a costo invariato. Le alternative si chiamano da tempo prepensionamento e taglio degli stipendi del top management. Intanto i primi a rimetterci il posto di lavoro sono alcuni dirigenti che si vedono recapitare comunicazione di licenziamento. «Molti di loro a pochi anni dalla pensione – alzano la voce i sindacati -. E poi è tutto da vedere che non siano rimpiazzati da uomini scelti dall’attuale management. Noi siamo mesi che chiediamo di vedere gli stipendi dei vertici aziendali perché è lì che vanno fatti i tagli ma non abbiamo ancora ricevuto risposta»

Guarda le interviste ai rappresentanti sindacali Antonio Damiani (Fisac Cgil), Luca Bianchi (Dircredito) e Marco Radi (Fiba Cisl)

Il presidente Profumo: «Saremo più selettivi» Mentre i sindacati erano in piazza a Siena per protestare il presidente di Banca Mps, Alessandro Profumo, è intervenuto sul merito da Grosseto. Prove di provincia allargata, verrebbe da pensare, e il numero uno di Rocca Salimbeni in un incontro dal titolo “'Sistemi bancari e sviluppo economica – In che stato siamo?” annuncia che la banca continuerà a sostenere l'economia ed in particolare l'economia toscana ma «saremo molto più selettivi: bisogna fare delle scelte e le faremo .Mps è un'impresa – ha proseguito Profumo – che deve rispondere alla fondazione e agli altri soci privati. Fino ad oggi abbiamo sostenuto molto le imprese toscane – ha ribadito – e continueremo a farlo ma con più selezione». Profumo, nel corso del suo intervento, si è chiesto perché non si possano vendere le partecipazioni statali: «Quando una famiglia sta per fallire vende l'argenteria, l'importante è mangiare, magari con le posate d'acciaio».. Secondo il presidente del Monte, tra l'altro, c'e' il rischio che non ci sia crescita «per lunghissimo tempo», e questo in un mondo in cui «c'e' bisogno di ridistribuire ricchezza non è positivo». Poi ha difeso l'economia europea anche rispetto a quella degli Stati Uniti, «il problema e' che non esistono gli stati uniti d'Europa e c'e' chi scommette che tra poco non ci sarà più l'Europa». E questo, secondo lui, sarebbe un grave errore come in fondo dimostrato oggi dalla borsa più interessata ai rischi delle scelte «che il parlamento greco dovrà fare questa sera piuttosto che dalla rielezione di Barack Obama, che per gli Stati Uniti, e non solo, è un segno di continuità»

Rassicurazioni ai dipendenti:«Faremo scelte responsabili» Il presidente Profumo ha poi risposto ad un gruppo di dipendenti che si sono detti «arrabbiati» e che nel corso dell’incontro hanno detto a Profumo di ricordarsi «dell'attaccamento dei dipendenti al Monte». «Faremo scelte responsabili. Vogliamo andare avanti ancora altri 500 anni» è stata la risposta del numero uno di Rocca Salimbeni.

Spending review e Mps «Mps non fa valutazioni sulla riorganizzazione delle Province, che dovrebbe portare all'unione tra Siena e Grosseto, e del resto già ha una unica area territoriale “Toscana sud” per gestire i due territori» ha detto Profumo. «Prendo atto – ha aggiunto – di quel che il sistema istituzionale ha deciso per la riorganizzazione. Io non devo fare valutazioni ma mi devo porre la domanda su cosa fare per fare di più e meglio in questa nuova organizzazione. Del resto noi gestiamo già la Toscana sud e l'Umbria come una unica area territoriale».
 
Prove di Provincia allargata e il Monte dei Paschi di Grosseto A dare manforte alle parole di Profumo sull’idea di una prova più o meno istituzionale di Provincia allargata Siena-Grosseto, anche il presidente dell’ente provinciale maremmano Leonardo Marras che sembra aver le idee chiare: «Grosseto è attrezzata anche per occuparsi del Monte. Il nostro rapporto con Mps – ha detto – è storico, siamo sempre stati considerati molto bene dalla Fondazione nelle erogazioni e siamo attrezzati per affrontare cose che non abbiamo fatto prima». Il riferimento chiaro di Marras è all’eventuale entrata grossetana a Palazzo Sansedoni. «La nuova Provincia mi piacerebbe costruirla non su questo ma su cosa significa per i cittadini, su sviluppo e territorio, mentre il tema delle banche per me resta legato alle famiglie e alle imprese». Per Marras «la confidenza di Siena per la Banca non si espropria per decreto e la responsabilità di questo la metterei a chi conosce meglio queste cose» però, ha concluso, «pensiamo di essere attrezzati per affrontare cose di cui non ci siamo mai occupati».

La smentita Soltanto in serata lo stesso Marras smentisce l'interesse grossetano per la Fondazione Mps «Mai nemmeno lontanamente accennato a un ingresso della Provincia di Grosseto nella Fondazione Mps. I miei problemi di amministratore sono tutt'altri. Smentisco nel modo più netto di aver detto che la Provincia di Grosseto stia pensando di entrare nella Fondazione del Monte dei Paschi di Siena. In questo momento sono tutt'altre le preoccupazioni che ho come presidente, visto che sono impegnato come tutti i miei colleghi a cercare di garantire i servizi a cittadini e imprese in assenza di risorse e con un caos amministrativo che ci saremmo risparmiati volentieri. La presenza di Profumo a Grosseto è servita a ragionare delle prospettive che abbiamo di fronte come territorio nel contesto della riforma dello Stato. La mia frase "pensiamo di essere attrezzati ad affrontare cose che non abbiamo fatto prima" era chiaramente e inequivocabilmente riferita a ciò che come eventuale futura nuova grande provincia Grosseto-Siena saremo chiamati a fare per riorganizzare i servizi su un territorio così vasto. Non capisco come da questo si possa attribuirmi la volontà di entrare nella Fondazione Mps, peraltro non saprei nemmeno con quali risorse, considerata la situazione».

La difesa del capoluogo Non ha usato mezzi termini il Presidente della Provincia di Grosseto nelle ore in cui il decreto per il riordino delle Province è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (leggi) e le deputati senesi del Pd annunciano battaglia in Parlamento per far rimanere Siena capoluogo.  «Non si capisce come mai Siena venga duramente penalizzata dal testo predisposto dal governo sul riordino delle province. La storia e la cultura della città, il suo tessuto economico e finanziario di rilevanza nazionale, la presenza di due prestigiose università, il numero di Comuni e l'incidenza complessiva della popolazione, sono alcuni dei fattori che andrebbero valutati con maggiore attenzione. La scelta operata dal governo appare miope anche alla luce della candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura per il 2019». Con queste parole sono intervenute Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, e Susanna Cenni.

Due spunti e accapo Politica, istituzioni, banca, lavoro ma soprattutto interessi si intrecciano nell’autunno caldo senese…e grossetano. La matassa si allarga e il bandolo si perde. Specie se quelle parole abusate “confronto”, “sinergia”, “tavolo” e “accordo” trovano espressione in “pregiudiziali”. Intanto venerdì un nuovo incontro targato Mps prova a far ripartire il dialogo con i sindacati, interrotto per gli esuberi previsti dal piano industriale. Il gruppo ha convocato i segretari generali e nazionali a Siena. Non si tratterebbe della riapertura della trattativa sul piano industriale ma comunque un passo avanti per cercare di superare il duro confronto delle ultime settimane. L’autunno caldo senese e grossetano attende schiarite.

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