“La salvaguardia dell’integrità del Gruppo Mps rappresenta per noi una condizione non negoziabile”. Così in estrema sintesi in Consiglio comunale il contributo dei sindacati di banca Mps, intervenuti come coordinamento unitario.
“Frammentare significa disperdere un patrimonio di secoli”
“Quando parliamo di integrità del Gruppo – hanno detto – non difendiamo semplicemente un marchio, per quanto prestigioso, né soltanto una sede. Difendiamo l’esistenza del Monte dei Paschi come realtà aziendale, la sua rete commerciale, la Direzione Generale, i poli decentrati, le professionalità e la capacità di continuare a essere un soggetto riconoscibile nel sistema bancario italiano. Frammentare le attività, disperdere la rete, ridurre il ruolo della Direzione Generale o svuotare l’identità aziendale significherebbe disperdere un patrimonio costruito in secoli di storia. Questo riguarda Siena, ma non soltanto Siena. Il radicamento territoriale, la relazione con famiglie e imprese, la presenza capillare e le competenze costruite nel tempo costituiscono un patrimonio industriale che non può essere trattato come una semplice somma di attività da separare e redistribuire”.
“Non contrari alle aggregazioni ma devono creare crescita”
“Noi non siamo contrari ai processi di aggregazione – continuano i sindacati di banca Mps – e non abbiamo mai assunto posizioni pregiudiziali rispetto alle operazioni industriali. Le valutiamo per ciò che producono: se rafforzano le realtà coinvolte, se valorizzano le competenze, se creano prospettive di crescita, se tutelano l’occupazione e se preservano la continuità aziendale”.
“No allo smembramento”
“Proprio per questo osserviamo con attenzione i diversi scenari societari che potrebbero derivare dalle operazioni di mercato attualmente in discussione. Le nostre priorità restano inconfutabili: salvaguardare l’integrità industriale e aziendale del Gruppo, l’occupazione e il radicamento territoriale. Il risanamento del Monte dei Paschi non può diventare, quale che sia l’evoluzione delle vicende finanziarie e societarie, il presupposto del suo smembramento”.
“Sosteniamo progetti di crescita per Mps e ci opponiamo a quelli che ne compromettono l’integrità”
“Il sindacato aziendale unitario continuerà quindi a esercitare fino in fondo il proprio ruolo, con autonomia, sostenendo i progetti capaci di generare crescita e opponendosi a quelli che dovessero compromettere l’integrità del perimetro delle attività del Gruppo, l’unitarietà e la consistenza della rete commerciale, il ruolo della Direzione Generale, l’occupazione e il patrimonio professionale, qualunque sia lo scenario societario che le operazioni di mercato in corso dovessero infine determinare”.
“Dopo tutto ciò che questa Banca, questa città e soprattutto le persone che vi lavorano hanno attraversato, sarebbe difficile comprendere quindi che il risultato finale del risanamento fosse la perdita dell’integrità che quel risanamento ha consentito di riconquistare. Il Monte dei Paschi oggi ha nuovamente la forza per costruire il proprio futuro. Quel futuro, per noi, deve continuare ad avere un nome, una struttura e un’identità riconoscibile: Monte dei Paschi di Siena”.
“Mps ha accompagnato per secoli lo sviluppo del territorio”
La Banca ha accompagnato per secoli lo sviluppo del territorio, ne ha sostenuto famiglie, imprese, istituzioni e comunità, ed è diventata nel tempo parte di un patrimonio collettivo che non può essere ricondotto soltanto alla dimensione finanziaria o societaria.
Questo legame, però, non appartiene soltanto al passato. Continua a vivere nella presenza della Rete commerciale, della Direzione Generale e delle strutture centrali, nell’occupazione che il Gruppo garantisce, nelle professionalità che qui si sono formate e sviluppate, nell’indotto e nella relazione quotidiana che il Monte dei Paschi mantiene con il tessuto economico e sociale della città e della Toscana.
E proprio perché il legame con Siena è così profondo, crediamo sia importante aggiungere subito che il Monte dei Paschi non è soltanto la banca di Siena. È una banca nazionale, con una rete diffusa nel Paese, con migliaia di lavoratrici e lavoratori presenti nei territori e con una funzione che continua a essere rilevante per famiglie, imprese ed economie locali.
“Oggi banca molto diversa dal passato”
Difendere il Monte dei Paschi significa quindi tenere insieme queste due dimensioni: il suo radicamento storico e direzionale a Siena e il suo ruolo di grande realtà bancaria nazionale. Oggi discutiamo del futuro di una Banca profondamente diversa da quella che, soltanto pochi anni fa, era impegnata a difendere la propria sopravvivenza. I risultati raggiunti certificano il superamento della lunga stagione del risanamento e restituiscono al Monte dei Paschi solidità, redditività e capacità competitiva. Dietro questi risultati ci sono anni difficili, profonde riorganizzazioni, riduzioni degli organici, trasformazioni organizzative e professionali e, soprattutto, il contributo di migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno continuato a garantire qualità del servizio, vicinanza alla clientela e risultati, anche nei momenti più complessi. Ed è proprio da qui che nasce la nostra posizione”.
Nel pomeriggio è intervenuta anche la Uil Toscana schierandosi apertamente per la doppia operazione del cda di banca Mps su Bpm e banca Generali ed esprimendo forte preoccupazione per l’Opas ostile di Intesa Sanpaolo.
Mps, Uil: “Doppia operazione cda prospetta crescita. Preoccupa Opas Intesa”







