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Il quadro restituito. Torna agli Uffizi il ‘Vaso di fiori’ trafugato dai nazisti

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Il dipinto ‘Vaso di Fiori’ del pittore olandese Jan van Huysum sarà restituito alla Galleria di Palazzo Pitti a Firenze. I Ministri degli Esteri di Germania e Italia, Heiko Maas ed Enzo Moavero, si recheranno a Firenze per l’occasione.

«Grande vittoria per l’Italia» «La battaglia è stata dura, oggi c’è una grande vittoria per tutta l’Italia-e’ stato il commento del direttore delle Gallerie degli Uffizi, Schmidt -. Il ministro Moavero mi ha telefonato, dandomi la bellissima notizia. Con un comunicato congiunto i ministeri degli Esteri di Italia e Germania hanno annunciato la restituzione del Vaso di fiori di Jan Van Huysum a Firenze. Lo ho ringraziato e sono felicissimo di questo risultato, ottenuto in un tempo da record. Non sarebbe stato possibile senza l’impegno straordinario del ministro Bonisoli, dell’autorità giudiziaria e del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri».

Il dipinto era stato rubato dal museo fiorentino durante l’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale e da allora è rimasto in Germania. Per il ritorno del quadro, Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, alle quali appartiene Palazzo Pitti, si era pubblicamente speso lo scorso mese di gennaio. Grazie, dunque, alla stretta cooperazione fra i due Ministri, il quadro, uno dei lavori più importanti del maestro olandese, può ora tornare al posto che gli era stato assegnato, quasi due secoli fa, dal Gran Duca di Toscana Leopoldo II della casa di Lorena. Alla fine dello scorso gennaio, dopo che il direttore Eike Schmidt aveva sollevato il caso all’inizio del mese, il governo tedesco aveva dichiarato: «E’ certamente chiaro che il dipinto appartiene alla collezione degli Uffizi. Nell’ambito delle sue responsabilità il governo federale sostiene il raggiungimento di questo obiettivo» aveva dichiarato il ministro Michael Roth che così aveva risposto al parlamentare italo-tedesco del Bundestag Fabio De Masi, deputato del gruppo della Linke (La sinistra), autore di una interrogazione sul trafugamento nazista del quadro ‘Vaso di Fiori’. Il primo gennaio 2019 Schmidt aveva lanciato un appello: «Restituite il dipinto rubato dai nazisti».

Il dipinto in questione è un capolavoro di Jan van Huysum (Amsterdam 1682-1749), pittore di nature morte di grandissima fama: si tratta di un olio su tela, cm 47 x 35, appartenente alle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824, quando fu acquistato dal granduca lorenese Leopoldo II per la Galleria Palatina appena fondata. Per oltre un secolo restò esposto nella sala dei Putti, insieme ad altre nature morte olandesi realizzate dai massimi artisti del ‘600 e ‘700, tra i quali Rachel Ruysch e Willem van Aelst; nel 1940, quando all’inizio della guerra la reggia fu evacuata, il quadro venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1943 fu spostato nella villa Bossi Pucci, sempre a Firenze, fino a quando militi dell’esercito tedesco in ritirata lo prelevarono insieme ad altre opere per trasferirlo a Castel Giovio, in provincia di Bolzano. La cassa in cui si trovava il ‘Vaso di Fiori’ ricomparve solo decenni dopo, nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca: da allora, vari intermediari hanno tentato più volte di mettersi in contatto con le autorità in Italia chiedendone un riscatto. Una richiesta di tale assurdità che nel 2018, dopo l’ultima oltraggiosa offerta, la Procura di Firenze ha aperto un’indagine: il quadro infatti è già di proprietà dello Stato Italiano, e pertanto non è alienabile né acquistabile. «A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi, le ferite della seconda Guerra Mondiale e del terrore nazista non sono ancora rimarginate. La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari», aveva detto lo scorso gennaio Schmidt, sottolineando che «per la Germania esiste comunque un dovere morale di restituire quest’opera al nostro museo: e mi auguro che lo Stato tedesco possa farlo quanto prima, insieme, ovviamente, ad ogni opera d’arte depredata dall’esercito nazista”»