A fine luglio si era parlato di 200 casi di maiali di cinta senese abbattuti per peste suina africana. Solo nella zona del pistoiese.
Una serie di associazioni avevano scritto una accorata lettera al Ministero dell’Agricoltura, tra cui Slow Food Italia, FederBio, Legambiente, AssoBio, AIAB, AIAB Emilia-Romagna, AIAB Toscana, AIAB Liguria, La Buona Terra, Veterinari Senza Frontiere Italia, ARI (Associazione Rurale Italiana), RARE (Associazione Razze autoctone a rischio di estinzione), ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi), UCI (Unione Coltivatori Italiani), insieme al Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP.
I firmatari avevano detto che “ad essere colpiti sarebbero stati il 10% dei 3.200 capi destinati alla macellazione
A distanza di poche settimana l’allarme non è rientrato, anzi. Da gennaio i casi di peste suina africana conclamati sui cinghiali sarebbero adddirittura 638. Numero di infezioni più alto d’Italia.
Il dato è emerso nel corso di un incontro tra Anci e Regione Toscana. I sindaci sono stati chiamati a raccolta per contenere la diffusione.
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