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“La possibile disattivazione di un presidio come quello di Montepulciano sposterebbe il rischio sul territorio. Oltre il 50% delle donne afferenti a Nottola risiede in zone montane e disperse. Per loro il raggiungimento di un ospedale alternativo supera ampiamente i 60 minuti. La possibilità di eventi avversi nel parto, che è tempo dipendente, aumentano in modo significativo”. Queste le parole del direttore della UOC pediatria e neonatologia dell’ospdedale di Nottola, Flavio Civitelli.

“L’Accordo Stato-Regioni del 2010 – ha continuato – e le normative vigenti nascono con l’obiettivo primario di ridurre i tagli cesarei inappropriati. Considerato l’indicatore internazionale indiscutibile di qualità e sicurezza”.

Il dato dei cesarei

Sul tema dei cesarei, Nottola rivendica un primato. Secondo il rapporto CeDAP la media dei cesarei in Italia è circa il 30% nel pubblico e il 45% nel privato. Al punto nascita di Nottola, invece il tasso si è attestato al 14,75% nel 2025 ed è sceso all’8,51% nel 2026.

I dati sono stati resi noti nel corso di un incontro pubblico con la stampa, alla presenza della direttrice del presidio Barbara Bianconi e dei sindaci della zona. Presente anche il sindaco di Montepulciano e presidente della Società della Salute Amiata Senese e Val d’Orcia – Valdichiana Senese Michele Angiolini.

Sul rischio chiusura dei punti nascita di Nottola e Poggibonsi, nei giorni scorsi, erano intervenute le forze politiche del centro sinistra, Pd, Psi e il gruppo “Radici nel futuro” [LEGGI].

Punti nascita Nottola e Campostaggia, centrosinistra al fianco dei sindaci: No alla chiusura

A difesa del presidio anche i sindaci della zona.

«Il Punto nascita di Nottola rappresenta per tutto il bacino di utenza un reparto di elevata qualità, grazie alle competenze e alla dedizione quotidiana degli operatori, a una rete che funziona secondo valori di sicurezza e appropriatezza”, afferma il sindaco di Montepulciano e presidente della SdS Amiata Senese e Val d’Orcia – Valdichiana Senese Michele Angiolini.

“Siamo contrari a qualsiasi ipotesi di sua dismissione, la deroga di 12 mesi lascia un’intera area nell’incertezza su un servizio essenziale per la vita delle persone. Su questa punto abbiamo dalla nostra parte la Regione Toscana, i colleghi sindaci, i professionisti e, soprattutto, il sostegno diffuso di tutto il nostro territorio. La sua chiusura rappresenterebbe la perdita di un servizio eccellente”.

“Limitandoci ai dati 2024 analizzati dal Comitato, se Nottola fosse stata chiusa oltre 200 parti avrebbero comportato tempi di percorrenza superiori a un’ora, in alcuni casi addirittura triplicati, per raggiungere Siena, Arezzo o Grosseto. Nella tabella esaminata dal Comitato. – conclude Angiolini, – risultano inoltre del tutto assenti i Comuni di Radicofani, Trequanda e San Casciano dei Bagni: pur trattandosi di realtà con numeri contenuti di nascituri, va comunque garantito alle donne che vi abitano di poter partorire in sicurezza e in tempi accettabili».

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