FIRENZE – La Toscana si conferma una terra di conquista per i giovani.
Negli ultimi quindici anni è diventata la regione italiana più attrattiva per gli under 34, con un saldo migratorio positivo trainato da arrivi esteri e dal Sud.
A dirlo è uno studio recente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), che evidenzia come qui entrino più persone di quante ne escano, nonostante le fughe all’estero in crescita.
Dal 2011 al 2024, la Toscana ha guadagnato 14mila ragazzi under 34, un bottino che vale oltre 5 miliardi di euro in termini di capitale umano. Gli arrivi da altre regioni e dall’estero hanno portato un patrimonio di 12 miliardi, ma le uscite ne hanno eroso 7: un investimento pubblico e familiare in formazione e cure svanito quando laureati, ricercatori e lavoratori scelgono opportunità oltre confine.
Emorragia di talenti: 820 milioni annui persi
Negli ultimi tre anni, la perdita economica media ha toccato gli 820 milioni di euro l’anno. Si tratta di un flusso costante di dottorandi, futuri manager, ingegneri, baristi e operai attratti da altri Paesi. Le fughe all’estero sono esplose: tra 2023 e 2024 sono aumentate del 50%, da 2.774 a 4.079 partenze, il doppio della media quindicennale di 2.159. Cresce soprattutto la quota di laureati tra i partenti: dal 26,7% del 2012 al 40% oggi, con un laureato su dieci che fa le valigie.
Le mete preferite? Gran Bretagna per uno su tre, seguita da Germania, Francia e Svizzera. A livello nazionale, il Cnel avverte: «Il risultato è che l’Italia, già lontana dagli altri Paesi avanzati nell’educazione terziaria, arretra ulteriormente. La questione è se il sistema economico-sociale non sia inadatto per impiegare al meglio una popolazione più istruita».
Firenze prima provincia, Siena e Pisa in top ten
Un nuovo indice misura l’attrattività tra regioni e verso l’estero, premiando Toscana e Lazio come leader assoluti. A livello provinciale, Firenze balza al primo posto in Italia, superando la «solita» Milano: una «sorpresa», nota il rapporto. Tra le prime dieci anche Siena (quinta) e Pisa (ottava). Non basta l’arte – Venezia è solo 32esima – ma conta la qualità degli atenei e una «cultura di eccezionalismo localistico» che rafforza il legame con il territorio.







