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FIRENZE – Dopo anni di lamentele e disservizi che hanno reso il viaggio quotidiano un’odissea per migliaia di pendolari, qualcosa si muove sul fronte del trasporto ferroviario in Toscana.

RFI e Trenitalia, su richiesta della Regione Toscana, hanno annunciato l’apertura di tavoli permanenti con enti locali e comitati dei pendolari, per ascoltare le critiche e trovare soluzioni concrete. Un passo in avanti in un clima che, come sottolineano gli stessi utenti, deve essere costruttivo e condiviso.

Venerdì prenderanno il via i primi incontri sulle linee ferroviarie più utilizzate e più critiche dai pendolari. Obiettivo dichiarato “ascoltare e trovare soluzioni alle criticità, incrementando la comunicazione così da prevenire i disagi” ha detto l’assessore alle infrastrutture Filippo Boni. E questi tavoli ci saranno: venerdì mattina il primo sulla linea Aretina, nel pomeriggio sulla Faentina, anche alla luce della sua riapertura il 17 gennaio. Poi sarà la volta della Garfagnana.

Il primo tavolo permanente istituito dalla Regione Toscana, in collaborazione con RFI, Trenitalia, sindaci e comitati, è già fissato per il 9 gennaio sulla linea Firenze-Roma, ma gli incontri specifici annunciati per venerdì rappresentano un segnale immediato di attenzione. Parallelamente, procede il maxi-progetto dell’Alta Velocità a Firenze: il tunnel e la nuova stazione Foster (progettata da Norman Foster) sono confermati per il completamento nel 2028, con il people mover – il collegamento rapido con Santa Maria Novella – che partirà subito dopo.

“Nel 2028 stazione e tunnel saranno completati e continuiamo il pressing sul people mover. Entro il mese ci sarà un tavolo con Comune e RFI su tutta l’accessibilità alla zona della stazione Foster, people mover compreso. E ricordo che ci sarà anche la tramvia e la stazione Circondaria che servirà per chi arriva da Arezzo e dal Sud della Toscana, da cui ci si potrà andare in centro in tram” ha confermato ancora Boni al Corriere Fiorentino.

In Toscana, circa 200 mila persone utilizzano quotidianamente i treni regionali, ma linee come la Faentina, l’Aretina e la Garfagnana restano tra le più critiche, segnate da disservizi cronici e interventi di manutenzione che spesso aggravano i problemi.