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L’INTERVISTA. Random Guy, street artist senza volto di Lucca. «Omaggio i grandi del passato e i deboli del presente»

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Ha iniziato in sordina, affiggendo lo stencil di tre personaggi ‘lucchesi’ storici e contemporanei: Giacomo Puccini (raffigurato come un hipster con i risvoltini) Mario ‘Sono Sodo’ e René Bassani, titolare del negozio di dischi Sky Stone & Songs, ergendoli a ‘icone pop’, che, a loro modo e con il loro mondo, danno colore alla città. E’ iniziato così l’excursus artistico di Random Guy, giovane ventiquattrenne lucchese, che colpisce nel più completo anonimato. Stencil o bomboletta, Random Guy tocca con le sue opere dei temi sensibili e di attualità. Non a caso, l’ultimo lavoro ha avuto come tema la ‘famiglia tradizionale’ e raffigura i ministri Salvini e Fontana con in braccio un bellissimo bimbo africano. E, sempre non a caso, lo stencil è apparso accanto alla piazza dove, sabato scorso, è andata in scena la manifestazione a difesa dei diritti, organizzata da LuccAut. «Sono rimasto molto colpito dal fatto che il lavoro non sia stato rimosso – commenta Random Guy, intervistato da agenziaimpress.it –. Mi aspettavo avesse una vita molto breve, invece continua a essere lì e la cosa mi rende molto felice, anche perché ti fa anche capire che, per quanto Lucca possa essere definita una città ‘chiusa’, alla fine c’è sempre un buon numero di persone che apprezza qualcosa di diverso».

Giacomo Puccini

L’importante è il messaggio Random Guy ha scelto questo nome perché «è proprio così che mi sento. Non sono né un pittore, né uno scultore. Se mi dai un pennello e un foglio bianco in mano, molto probabilmente non saprò realizzarti niente. Per me quello che conta è il messaggio che cerco di trasmettere, quindi mi sento un ragazzo qualunque, che ha la passione per l’arte e per la street art. Niente di più». E’ anche per questo, quindi, che preferisce rimanere anonimo, tanto che si dice che nemmeno i genitori sappiano delle sue incursioni artistiche notturne: «In realtà – dice – non avrei nessun problema a farmi vedere e prendermi ‘i meriti’, ma voglio solo trasmettere quello che sento e quello che voglio dire. Questo per me è fondamentale, non chi io sia. Poi, sinceramente, è bello passare e osservare le persone che guardano quello che ho fatto, sentire i loro pareri sui miei lavori, senza nessun tipo di influenza».

«I topi omaggiano Banksy» – Guardando i suoi lavori, si capisce subito che quello che vuole dire è sicuramente centrale per Random Guy. Troviamo infatti la coppia che si bacia, mentre guarda i rispettivi cellulari, oppure un omaggio ad Andy Wharol che, però, inneggia alla ‘lucchesità’, attraverso i ‘tordelli’ e, ancora, due topi in due punti diversi della città, di cui uno con un cuore sanguinante: «L’intenzione dei due topi è stata quella di omaggiare Banksy, uno degli artisti che mi ha maggiormente ispirato. Allo stesso tempo, però, volevo trasmettere dire qualcosa: spesso i ratti sono considerati animali sporchi, disprezzati da tutti, ma alla fine sono sempre degli animali, come d’altronde lo siamo anche noi. Purtroppo, anche tra di noi ci sono persone che considerano i loro simili inferiori. Alla fine, però, siamo tutti uguali, tutti amiamo il posto dove viviamo (per questo il topo tiene tra le zampe il cartello ‘I love Lucca’) e tutti abbiamo sentimenti che fin troppo spesso vengono calpestati. I più deboli non hanno la forza di reagire, quindi soffrono nel loro intimo: ecco perché il cuore del secondo topo (in piazza Santa Maria Forisportam) sanguina».

L’omaggio a Wharol

Lucca apprezza le ‘incursioni artistiche’ di Random Guy La passione per la street art viene da lontano per questo artista: «Nasce viaggiando – racconta – e un po’ con la passione per l’arte che ho avuto sin da piccolo. Viaggiando all’estero così come in altre città italiane non ho potuto fare a meno di notare tantissimi muri pieni di colore e vedere il contrasto con la nostra città, dove tutto questo manca, se non fosse per Blub che ha lasciato i suoi lavori negli scorsi anni». Da questa passione, l’idea di ‘colorare’ Lucca con le sue opere. Ma come sceglie i luoghi da ‘colorare’? «Quando ho un po’ di tempo, faccio un giro, osservo la città con occhi diversi rispetto a prima – spiega –. Trovo un posto dove penso che stia bene uno dei miei lavori e lo realizzo. L’ultimo (Salvini e Fontana), invece, l’ho volutamente messo nei pressi di piazza San Frediano, come mio personale supporto alla manifestazione di sabato». E Lucca, tutto sommato, sta reagendo bene alle incursioni artistiche di Random Guy. Nonostante la sua fama di città molto chiusa, in molti stanno apprezzando le opere del giovane stree artist: «Inizialmente tutto è partito un po’ per gioco – afferma l’artista – e non mi aspettavo nessun tipo di riscontro. Poi, piano piano, sono rimasto davvero colpito dai feedback delle persone. Mi sono dovuto ricredere su molte cose: sono tantissime le persone che mi scrivono ogni giorno, facendomi i complimenti e ringraziandomi per quello che faccio a Lucca. Di questo sono felice e orgoglioso. Ovviamente – prosegue – ci sono anche degli invidiosi o qualcuno che non apprezza e rovina i miei lavori, ma, alla fine, fa parte di questo mondo e non mi ci soffermo più di tanto».

Non solo Banksy, ma anche Magritte e Picasso tra le sue influenze Oltre a Banksy, Random Guy cita tra le sue influenze Blek Le Rat «l’artista francese che ha dato inizio al movimento della stencil art e, poi, certamente c’è Shepard Fairey che con il suo ‘Obey’ ha tappezzato il mondo». Ma non ci sono solo questi artisti, Random Guy cita anche Picasso, René Magritte e, naturalmente, Andy Wharol. Per quanto concerne, invece, la musica, non ha un genere preferito: «Per me la musica è fondamentale – afferma –: tutto quello che mi colpisce e mi trasmette qualcosa, lo ascolto. Sono comunque cresciuto ascoltando i grandi del rock, come i Pink Floyd o Jimi Hendrix, per poi arrivare a Sex Pistols e perfino a Zucchero». A questo punto non resta che aspettare le prossime ‘incursioni artistiche’ del giovane street artist lucchese.