FIRENZE – La Regione Toscana è pronta a lanciare il Reddito di reinserimento lavorativo, una misura sperimentale di politica attiva del lavoro che sosterrà migliaia di disoccupati in transizione verso una nuova occupazione.
L’annuncio arriva dall’assessore regionale al Lavoro Alberto Lenzi (Alleanza Verdi e Sinistra), che ha confermato l’avvio operativo entro fine gennaio o al più tardi all’inizio di febbraio 2026, non appena saranno definiti gli ultimi dettagli sull’avviso pubblico e sulle modalità di domanda.
Chi potrà beneficiarne e come funziona
Il contributo sarà rivolto a residenti in Toscana con i seguenti requisiti principali Isee inferiore a 15.000 euro, disoccupati privi di ammortizzatori sociali (come Naspi o Dis-Coll) o che non hanno i requisiti per altre indennità nonostante i contributi versati, impegno obbligatorio a partecipare a percorsi di formazione e riqualificazione professionale mirati al reinserimento lavorativo.
L’assegno ammonterà a 500 euro mensili per una durata massima di 9 mesi. Chi non frequenterà i corsi perderà il diritto al contributo. Al termine del percorso, i beneficiari riceveranno proposte di lavoro coerenti con le competenze acquisite e dovranno accettarle.
La platea stimata è di circa 11.000 persone, secondo le proiezioni dell’Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana). La misura è non cumulabile con altri sussidi nazionali come l’Assegno di inclusione.
Finanziamento e gestione
La Regione ha stanziato circa 23 milioni di euro (precisamente 22.994.642,20 euro) per l’annualità 2026, attingendo a risorse proprie del bilancio regionale 2025-2027, in particolare avanzi di gestione e risparmi (che altrimenti andrebbero restituiti allo Stato). La gestione operativa è affidata ad Arti, l’Agenzia regionale Toscana per l’impiego, che si occuperà di istruttorie, erogazioni, monitoraggio e coordinamento con i servizi sociali territoriali.
Saranno effettuati monitoraggi trimestrali per valutare l’andamento e introdurre eventuali correttivi. Dopo un anno di sperimentazione, si deciderà se prorogare o rendere la misura strutturale.







