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Novantamila studenti con una lama in tasca. È il dato che emerge dallo studio Espad dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr e che racconta come l’uso di coltelli e armi tra gli adolescenti non sia più un fenomeno episodico, ma strutturale.

In sette anni i casi sono raddoppiati. “Non sappiamo quanti ragazzi portino un’arma con sé, ma conosciamo il numero di quelli che l’hanno usata per minacciare, ferire o uccidere”, spiegano i ricercatori.

La vicenda di Pontedera

Un quadro nazionale che trova una preoccupante traduzione locale anche in Toscana. Il Villaggio scolastico di Pontedera è uno dei maggiori concentrati di gioventù della Toscana: sei scuole secondarie di secondo grado in mezzo chilometro quadrato, oltre 6mila studenti. Un fazzoletto di terra che negli anni ha visto addensarsi problemi complessi, difficili da sciogliere. La droga, innanzitutto. E ora anche le armi. A metà novembre, infatti, un minorenne è stato trovato in classe con una sciabola. L’intervento delle forze dell’ordine non nasceva da un controllo mirato sulle armi, ma da un’operazione antidroga del commissariato di Polizia e della Polizia locale. Negli zaini e astucci sono state trovate piccole dosi di stupefacenti. In uno zaino, però, c’era anche un’ascia. Da quel momento, nel giro di due mesi – compresa la lunga pausa natalizia – la situazione è ulteriormente degenerata. Coltelli, un tirapugni, quattro minorenni trovati armati a scuola.

Fragilità scolastiche che si accumulano

Una situazione che il Cnr descriverebbe come “un intreccio di condizioni che si rafforzano a vicenda”. Il rischio cresce “quando si accumulano fragilità scolastiche, familiari e relazionali”, e aumenta ulteriormente in presenza di consumo di alcol e sostanze. Pesano anche i comportamenti online: chi è autore di cyberbullismo ha “una probabilità fino a quattro volte maggiore di usare armi nella vita reale”.

Per questo, avvertono i ricercatori, “non si tratta di singoli episodi, ma di segnali di contesto che vanno intercettati prima che sfocino in comportamenti violenti”.

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