PIOMBINO – A pochi mesi dalla scadenza della concessione, il presidente della Toscana Eugenio Giani, in veste di commissario straordinario, chiede di riaprire il confronto sul futuro della Golar Tundra.
L’appello al governo è netto. Prima di discutere proroghe proposte da Snam, serve un tavolo per chiarire i motivi dei ritardi sui dieci punti di mitigazione e compensazione. I punti sono contenuti nel memorandum allegato alla delibera di giunta regionale del 24 ottobre 2022.
La richiesta d Snam
Quel documento ha dato attuazione all’ordinanza commissariale del 25 ottobre 2022, autorizzando l’ormeggio della nave in un momento critico per il fabbisoggio nazionale di gas. “Snam ha presentato una proposta di proroga della concessione – spiega Giani –. Ma prima di parlare di questo sarebbe opportuno fissare un incontro con governo e Snam stessa per parlare degli impegni disattesi”.
Per Giani, la convocazione di un incontro è condizione preliminare a qualsiasi decisione. “Quell’atto che ho emanato e firmato il 25 ottobre 2022 aveva come presupposto il memorandum, approvato dalla giunta regionale il giorno precedente. Nel memorandum sono previste 10 opere di mitigazione e compensazione e fino a questo punto possiamo dire che se ne stanno realizzando due. Quella per le bonifiche, per la quale sono stati messi a disposizione 88 milioni di euro, quindi il primo lotto della strada 398, per il bypass che da Rimateria porta alla circolare di Gagno, anche se per il secondo lotto sono stati eliminati 55 milioni di fondi del Pnrr, ed infine la parziale realizzazione del punto legato alla zona logistica semplificata per le aree industriali”.
Richiesta di un tavolo
“Sapere che su 10 opere ne sono state in pratica realizzate, o se ne stanno realizzando, appena due, è ingiustificato – prosegue il presidente –. Quindi, preliminarmente a qualsiasi questione sul futuro del rigassificatore, deve esserci un tavolo che chiarisca il perché non si sono volute realizzare le opere di mitigazione. Vorrei sapere perché governo e Snam non hanno agito nella direzione che abbiamo concordato, quando ho assunto il ruolo e la responsabilità di commissario straordinario, superando tra l’altro vari ostacoli burocratici per far partire un’opera concepita per sopperire al fabbisogno nazionale di gas, in una fase molto delicata, ed abbassare il costo delle bollette”.
Giani auspica un confronto ampio, con la partecipazione del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e della Presidenza del Consiglio, autorità attuatrice indicate nel memorandum. “Credo che adesso sia fondamentale confrontarsi sugli impegni assunti da tutti i soggetti coinvolti. Quando concordammo tutti gli atti in carica c’era il governo Draghi: sono convinto che se fosse stato confermato che gli impegni assunti sarebbero stati realizzati. Con il cambio di governo, nonostante le sollecitazioni, si è fermato tutto o quasi”.
Il rigassificatore, essenziale per la sicurezza energetica, resta al centro di un dibattito che intreccia esigenze nazionali e compensazioni locali, con la concessione in scadenza imminente.







