FIRENZE – Il Consiglio regionale della Toscana ha dato il via libera – almeno in prima lettura – alla modifica dello statuto che apre la strada al nono assessore nella giunta guidata da Eugenio Giani.
Si tratta di un passaggio politico atteso e al tempo stesso discusso, che supera il tetto degli 8 assessori con cui la giunta si era insediata nel novembre 2025, dopo la rielezione di Giani. La proposta di modifica statutaria, portata in aula negli ultimi giorni di gennaio 2026, ha incassato il primo sì dell’assemblea, con il testo che tornerà poi in commissione e successivamente in aula per l’approvazione definitiva (come previsto per le variazioni statutarie).
Il presidente Giani ha più volte chiarito toni e tempi: non si tratta di una nomina immediata, né di un rimpasto urgente. “Magari tra due anni”, ha ripetuto, legando l’operazione a un possibile riassetto dopo le elezioni politiche del 2027. In sostanza, la Regione si mette al riparo da vincoli numerici rigidi, adeguandosi anche a quanto già avvenuto in altre regioni e alla normativa nazionale che offre maggiore flessibilità agli enti.
La mossa ha scatenato le prevedibili reazioni dell’opposizione. Fratelli d’Italia, con il capogruppo Alessandro Tomasi, ha parlato senza mezzi termini di “ennesimo aumento di costi e poltrone”, accusando la maggioranza di usare l’”adeguamento” a una norma nazionale come pretesto per ampliare la stanza dei bottoni. Critiche simili sono arrivate da altri banchi del centrodestra, che vedono nel nono assessore l’ennesimo segnale di una politica regionale attenta più agli equilibri interni che alla spending review.
Sul fronte della maggioranza, invece, si tende a ridimensionare: si ricorda che la scelta originaria di 8 assessori (più il presidente) era stata fatta proprio per essere più snelli rispetto al passato, ma che la complessità delle deleghe – dall’ambiente alla sanità, dalle infrastrutture al turismo – giustificherebbe un innesto aggiuntivo in una fase successiva, magari per accogliere figure tecniche o per bilanciare meglio le sensibilità politiche emerse dopo le politiche.
In attesa del secondo via libera definitivo, il nono assessore resta quindi un’ipotesi concreta ma non imminente: una casella in più che la Toscana si prepara a riempire quando gli scenari nazionali o gli equilibri di coalizione lo renderanno strategico. Per ora, la giunta Giani continua a lavorare con i suoi otto titolari ma con una porta socchiusa verso un allargamento che, in Toscana, non è mai solo aritmetica.







