Tempo lettura: < 1 minuto

ROMA – La Torre del Mangia non trema, ma il cuore di Piazza batte più forte: un figlio di Siena, Paolo Angelini, classe 1958, diplomato nel 1977 nel glorioso Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini, è il nuovo direttore generale della Banca d’Italia.

La nomina, deliberata dal Consiglio superiore su proposta del Governatore, segna un passaggio di testimone storico: dal 31 marzo Angelini subentra a Luigi Federico Signorini, assumendo anche la presidenza dell’IVASS.

Laureato con lode in Economia proprio all’Università di Siena nel 1986, Angelini ha proseguito gli studi oltreoceano (Master e Ph.D. tra Kansas e Brown University) per poi rientrare in Italia e scegliere – fin dal 1990 – la casa di Via Nazionale. Una carriera tutta interna, costruita passo dopo passo nel Servizio Studi, nel settore monetario e finanziario, fino a diventare membro del Direttorio e vice direttore generale dall’aprile 2021.

Angelini rappresenta quella continuità sobria e competente che da sempre piace a Bankitalia. Non è un rivoluzionario da prima pagina, ma un tecnico di razza che conosce a memoria i meccanismi di trasmissione della politica monetaria e le sfumature della vigilanza bancaria. E ora, proprio mentre l’Eurozona naviga tra tassi, inflazione residua e nuovi scenari geopolitici, tocca a lui tenere la barra dritta.

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita