“FIRENZE – Il dramma di Libera, la 55enne toscana affetta da sclerosi multipla e completamente immobilizzata, si protrae ancora.
Da diciannove mesi il giudice ha autorizzato il suicidio assistito, ma la donna attende ancora il macchinario del Cnr per l’attivazione oculare dell’iniezione letale. Oggi il Tribunale di Firenze ha concesso un ennesimo rinvio di 15 giorni per “ragioni tecniche”, posticipando la consegna al 5 marzo.
Libera, residente nell’Asl Toscana Nord Ovest e assistita dall’associazione Luca Coscioni, esprime tutto il suo dolore in una nota diffusa oggi. “Domani scade il termine fissato dal tribunale per la consegna della strumentazione necessaria a porre fine alla mia sofferenza. Attendevo lunedì 16 alle ore 11 il test finale a casa mia, insieme al medico, agli ingegneri del Cnr e ai rappresentanti della Asl, ma il Cnr ha nuovamente rinviato, chiedendo altri 15 giorni per presunte questioni tecniche”, ha premesso la donna.
“Penso che per risolverle sia indispensabile procedere con il test di prova su di me, come previsto dall’ordinanza. Ogni ulteriore rinvio alimenta il timore che le ragioni non siano solo tecniche, ma di natura politica, nella speranza che io rinunci al mio diritto o che il tempo renda inutile ogni decisione – ha proseguito la 55enne -. Il tempo che passa aggrava le mie sofferenze e rende ogni giorno di attesa ancora più difficile da sopportare. Ribadisco con chiarezza che sono determinata a esercitare i miei diritti. Chiedo pertanto che il macchinario venga messo a mia disposizione senza ulteriori ritardi».
Il calvario era iniziato con una prima promessa del Cnr: il dispositivo sarebbe arrivato entro Natale. Poi il nulla di fatto, i 90 giorni concessi dal Tribunale in scadenza il 18 febbraio e un test domiciliare saltato il 16 febbraio senza preavviso. La richiesta di rinvio è arrivata proprio oggi.
Libera aveva già tentato la via dell’eutanasia, chiedendo al Tribunale di Firenze di far premere il pulsante a un medico. La pratica è finita alla Corte Costituzionale, che – senza pronunciarsi sull’eutanasia, non ammessa in Italia – ha respinto la richiesta affermando l’esistenza di strumenti tecnici per l’autosomministrazione anche da immobilizzati. L’Asl ha risposto di non disporre di tali apparecchiature, incaricando così il Cnr di realizzarne uno o reperirlo.
Nei mesi scorsi, Libera aveva minacciato forme di “desistenza civile”, ovvero farsi aiutare illegalmente, violando l’ordinanza. Ora l’associazione Luca Coscioni insorge. «Quando un diritto viene riconosciuto dall’autorità giudiziaria, deve trovare attuazione concreta, piena ed effettiva, soprattutto quando coinvolge profili di autodeterminazione della persone. Il fattore tempo costituisce parte integrante della tutela stessa e non può essere sacrificato», dichiara Filomena Gallo, segretaria dell’associazione.
Il tesoriere Marco Cappato è ancora più duro: «La richiesta di rinvio di 15 giorni da parte del Cnr equivale a imporre 15 giorni in più di tortura a Libera. Come lei dice, sperano che rinunci a un suo diritto o che muoia prima. Ci prepariamo a rispondere con azioni nonviolente a nuovi ulteriori ingiustificabili rinvii».
Mentre il dibattito sul fine vita infiamma l’Italia, per Libera ogni giorno conta. Il Cnr dovrà ora dimostrare che i ritardi sono solo tecnici.
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