Attacco all’Iran e problemi per gli italiani in quella regione. Non c’è solo il ministro della difesa Guido Crosetto (rientrato ieri da Dubai con un volto di Stato), o l’ex ct della nazionale di calcio, Roberto Mancini fermo a Doha. A rimanere bloccati dall’attacco congiunto di Usa e Israele anche tanti italiani, in vacanza o per lavoro, nella penisola arabica.
Un’intera comitiva aretina, ad esempio, in crociera è rimasta sulla nave ormeggiata nel porto di Dubai, sotto attacco dei droni iraniani. Sarebbero turisti non solo di Arezzo ma anche di altri comuni della provincia, Sansepolcro, Civitella Val di Chiana. Partiti da Fiumicino e atterrati a Doha, si erano imbarcati per una crociera di alcuni giorni per visitare alcune delle mete turistiche della zona, ritenuta sicura fino a quale tempo fa. Al momento sono in attesa che torni libero lo spazio aereo per poter rientrare in Italia. Avrebbero dovuto farlo nella giornata di eri.
Bloccato a Dubai anche Lorenzo Bottino, figlio del sindaco di Palazzuolo sul Senio (Firenze), che si trova là per ragioni di lavoro. «Sono in una zona centrale anche qui ci sono state esplosioni, a poche centinaia di metri dal mio hotel – ha raccontato a Sky. Ero in camera, sono salito all’ultimo piano e ho visto la colonna di fumo. In albergo ci chiedono di restare in camera e comunque di non uscire dall’edificio, ho provato a contattare l’ambasciata ma evidentemente in queste sono tempestati di telefonate».
Bloccato a Dubai anche Arti Jaupi, dell’associazione Cim Parapendio di Pisa. Raggiunto telefonicamente dalla Nazione ha detto di essere insieme a un parente e di essere a 6 chilometri dall’aeroporto di Dubai. “Siamo impauriti”, ha detto, raccontando di vedere colonne di fumo e artiglieria antiaerea in azione.
“Task Force Golfo”
Intanto, ieri, alla Farnesina c’è stata una riunione del ministro degli Esteri Antonio Tajani con gli ambasciatori in Iran e della regione “per valutare l’andamento delle operazioni militari di Israele e Stati Uniti”. Il ministro ha creato una “Task Force Golfo” che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei paesi del Golfo. Il Governo italiano ha accolto con favore la collaborazione che i governi del Golfo e le loro linee aeree stanno offrendo ai cittadini bloccati, innanzitutto offrendo assistenza per alloggiare in albergo. L’ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti in alberghi tutti i passeggeri in attesa. Al momento non ci sono previsioni di riapertura degli aeroporti.
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Un giornalista toscano bloccato a Beirut: “Per ora siamo al sicuro”







