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FIRENZE – Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato la delibera che estende il divieto di aprire nuovi affitti turistici brevi a una vasta fascia della città oltre la sola area del centro storico.

Il «congelamento» — che entrerà formalmente in vigore dopo le due settimane tecniche necessarie — riguarda ora anche le zone urbanizzate tra Otto e Novecento: da piazza Dalmazia a Gavinana, dallo stadio Artemio Franchi fino alle porte dell’Isolotto.

La misura, varata con procedura d’urgenza su proposta della sindaca Sara Funaro e adottata dalla giunta la settimana scorsa, si basa sullo studio commissionato al professor Filippo Celata della Sapienza, che ha documentato un forte aumento di annunci su piattaforme come Airbnb anche fuori dal centro storico. Il blocco resterà in vigore per due anni: dal 31 maggio 2028, con la fine dell’attuale moratoria, è previsto l’avvio di un regime autorizzatorio volto a ridurre il numero complessivo di locazioni brevi.

Il provvedimento è passato con i voti della maggioranza (Pd, Avs‑Ecolò e la lista Funaro: 20 sì). Le opposizioni si sono divise: otto consiglieri hanno votato no e due si sono astenuti. Tutti gli emendamenti presentati dalle forze contrarie, compresi quelli della sinistra radicale che chiedevano ulteriori misure restrittive, sono stati bocciati. «Vogliamo un regolamento che abbia solide basi giuridiche e che possa resistere a eventuali ricorsi», ha replicato il capogruppo Pd Luca Milani alle critiche.

Scontro in aula e proteste fuori

Fuori da Palazzo Vecchio alcune centinaia di host e property manager hanno manifestato contro la decisione; dentro l’aula il dibattito è stato acceso e in più punti conflittuale. Divergenze interne alla destra e posizioni sfumate nel Movimento 5 Stelle e in Fratelli d’Italia hanno segnato la seduta. Eike Schmidt, che in precedenti votazioni aveva valutato un sì, è uscito dall’aula prima della votazione. Tra gli astenuti figurano Lorenzo Masi (M5S) e Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune).

Non sono mancati momenti di tensione: il consigliere Luca Santarelli è stato censurato dal presidente del Consiglio, Cosimo Guccione, dopo una battuta giudicata sessista rivolta alla sindaca; Santarelli ha lasciato poi l’aula fra le proteste. Quando Funaro ha richiamato l’attenzione sull’assenza per motivi di salute di Cecilia Del Re (Firenze Democratica), alcuni consiglieri di opposizione hanno chiesto invano che la sindaca si scusasse.

Rassicurazioni e obiettivi politici

L’assessore al Turismo, Jacopo Vicini, ha incontrato alcuni rappresentanti degli host in piazza e li ha rassicurati: le attività esistenti potranno continuare a operare, ha detto, sebbene i vincoli urbanistici introdotti possano mettere a rischio in futuro autorizzazioni per appartamenti più piccoli. «Nessuno vi chiude», ha ripetuto Vicini.

In aula la sindaca Funaro ha motivato la scelta ricordando che «qualsiasi attività economica in questa città è regolamentata e soggetta ad autorizzazione» e sottolineando come le locazioni turistiche abbiano raggiunto «quasi 17 mila» annunci. Funaro ha inoltre invitato il Governo a intervenire con una normativa nazionale per uniformare le regole sul territorio e ha definito l’intervento comunale «una battaglia per Firenze, non contro qualcuno». La giunta annuncia un monitoraggio costante dei numeri, per valutare se estendere o ridurre le aree soggette al divieto.

Le nove aree coinvolte

La modifica al regolamento cittadino estende il blocco a nove sottozone — corrispondenti alla fascia urbanistica otto‑novecentesca (A3 e A4) — che includono Campo di Marte, San Jacopino, Gavinana, Pignoncino e Paolo Uccello, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca. La zona Unesco, già soggetta a limiti, è identificata come A1.

Reazioni politiche e sociali

Le forze di maggioranza hanno salutato l’approvazione come un passo avanti: «Firenze apripista a livello nazionale», hanno commentato dal Pd. Avs‑Ecolò ha definito la misura necessaria per tutelare l’abitabilità contro l’overtourism. Duro il giudizio delle forze di centrodestra: Fratelli d’Italia ha definito il provvedimento «sbagliato dalle fondamenta», accusando l’amministrazione di penalizzare la piccola proprietà senza risolvere il problema della casa per i fiorentini. Italia Viva ha bollato la scelta come «ideologica».

Critiche sono arrivate anche dal Comitato Salviamo Firenze, che pur condividendo l’urgenza del tema ha giudicato il congelamento insufficiente per chi cerca una soluzione al caro‑sicurezza abitativa: «Congelare la situazione esistente non significa curare la città», ha detto Massimo Torelli.

Prossimi passi

Nei prossimi due anni il Comune effettuerà monitoraggi periodici per valutare l’andamento delle locazioni brevi; al termine della moratoria entrerà in vigore il nuovo regime autorizzatorio che, secondo la giunta, favorirà i piccoli proprietari rispetto ai grandi operatori. Resta aperto il fronte dei ricorsi e delle contestazioni politiche, mentre sul piano nazionale il Comune chiede una regolamentazione uniforme che eviti disparità territoriali.

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