SIENA – La 103° Micat in Vertice dell’Accademia Chigiana accoglie venerdì 20 marzo ai Rozzi il Trio Concept.
Formato da Edoardo Grieco violino, Francesco Massimino violoncello, Lorenzo Nguyen pianoforte, nonostante la giovane età, dimostra una elevata maturità esecutiva e interpretativa, premiata con prestigiosi riconoscimenti internazionali, primo ensemble italiano a ottenere il Premio Ycat Artist per i migliori giovani talenti della classica e l’Echo Rising Star 2025/26.
Alla Chigiana, in apertura ascolteremo Fremde Szene III di Wolfgang Rihm, scomparso nel 2014, esponente della corrente novecentesca Neoromanticismo o Nuova Semplicità. Per questo Trio, scritto tra il 1983 e il 1984, l’autore utilizza l’antico genere cameristico esprimendo in un’unica originale composizione, con sintesi e linguaggio innovativo, il legame tra tradizione e presente.
Nel cuore del programma, con continui rimandi tra passato e presente, il Trio n. 3 in sol minore op. 110 di Robert Schumann. Düsseldorf fu l’ultima residenza tranquilla della famiglia Schumann. Robert fu nominato direttore della locale orchestra. Furono anche gli ultimi anni, tra il 1851 e il 1853, dell’attività che vide nascere, fra l’altro, le due Sonate per violino e pianoforte, la Sinfonia n. 4.
Queste tre ultime composizioni si avvertono nel Trio n. 3 in sol minore op. 110, composto nel 1851. Il tono generale sembra rifarsi all’impetuosa bellezza dei temi giovanili per pianoforte: volante l’apertura del primo movimento, come un discorso iniziato. Un cenno d’intesa all’ascoltatore, sulla settima del sesto grado nella tonalità preannunciata dal pianoforte (sol minore), mentre è ancora il violino a prospettare la seconda idea, liricamente distes.
Caratteristica del primo movimento, l’instancabile circolare del tema principale attraverso mutazioni armoniche e timbriche. Il secondo movimento è concentrato nella breve, intensa rifrangenza di un’idea musicale che si collega al tema d’apertura del Trio.
Si prospetta come uno studio sulla figurazione del ‘gruppetto’, concluso, dopo un itinerario oscillante tra il mi bemolle maggiore e il do minore, da una mirabile perorazione del pianoforte, poi del violoncello e del violino che introducono all’esplosione del terzo movimento.
L’ultimo movimento, nella tonalità maggiore, non ha funzioni catartiche: l’armonia mutevole, la dislocazione dei temi, l’inversione degli accenti nel ritmo, testimoniano l’inquieta natura del Trio, fra le composizioni dell’ultimo Schumann.
Il concerto si conclude con il celebre Trio n. 1 in re minore op. 49 di Felix Mendelssohn, composto nel 1839. Un apice di ispirazione e giocosità nello Scherzo: leggero e vivace come le opere cameristiche più felici di questo straordinario compositore.
Inizio concerto ore 21.
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