LUCCA – Non accenna a calmarsi l’incendio boschivo sul Monte Faeta, nel territorio lucchese al confine con Pisa, scaturito due giorni fa e che in queste ore sta venendo pesantemente alimentato dal vento forte, che ha spinto il fuoco fino al crinale sul lato pisano.
Dalle prime ore del mattino sono tornati in azione tre Canadair della flotta nazionale, impegnati nei rifornimenti in mare di fronte al parco di San Rossore, ai quali si è aggiunto un quarto velivolo.
Sul posto operano numerose squadre di volontariato Aib, vigili del fuoco e operai forestali, oltre a una squadra Gauf specializzata nella gestione e contenimento degli incendi. Sul fronte di Asciano sono impegnati cinque mezzi del comando dei vigili del fuoco di Pisa, mentre sul versante lucchese sono al lavoro squadre provenienti da Lucca e Pistoia.
L’incendio interessa in particolare la zona di San Pantaleone, a Santa Maria del Giudice, al confine tra le province di Lucca e Pisa, e ha già percorso circa 70 ettari di superficie, secondo le stime effettuate durante un sorvolo del personale regionale.
La situazione che non accenna a calmarsi ha portato i sindaci dei comuni coinvolti a disporre evacuazioni nelle aree a rischio. Il primo cittadino di Lucca Mario Pardini ha ordinato l’allontanamento dei residenti nelle vallate interessate dalle fiamme, in via di San Pantaleone e via dei Marinari, con l’allestimento di un’area di accoglienza nelle strutture della sagra di Santa Maria del Giudice. Provvedimenti analoghi anche sul versante pisano: il Comune di San Giuliano Terme ha disposto evacuazioni dalle 15 in località Asciano Valle, nella zona a nord di via Trieste.

Complessivamente sono impegnate 19 squadre di terra coordinate dal direttore delle operazioni di spegnimento, con il supporto dei mezzi aerei. La Regione Toscana rinnova l’invito alla massima prudenza, ricordando che in condizioni meteo come quelle attuali è vietato qualsiasi abbruciamento di residui vegetali e agricoli, e sottolinea la necessità della collaborazione dei cittadini per prevenire ulteriori emergenze.







