Ex sindaco di Prato
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PRATO – E’ stato chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti e per l’imprenditore tessile Riccardo Matteini Bresci, nell’ambito di un’inchiesta che in meno di un anno ha travolto la politica locale.

Tutti i soggetti coinvolti

L’udienza preliminare è stata fissata davanti al gip Francesca Scarlatti per il 2 luglio. A sostenere l’accusa saranno i pm della Dda Lorenzo Gestri, Antonino Nastasi e Lorenzo Boscagli. Nel provvedimento di chiusura delle indagini, notificato il 25 marzo, compaiono anche altri nomi. Tra questi Alessio Bitozzi, presidente del Consorzio Progetto Acqua, ed Enrico Claudio Cini, amministratore di una società collegata a Matteini Bresci.

Secondo la procura, Bugetti non avrebbe svolto soltanto il ruolo di interlocutrice politica, ma sarebbe stata una figura “a disposizione” dell’imprenditore. Nei documenti dell’inchiesta è riportata una frase attribuita a Matteini Bresci — «un mio attrezzo, una mia creatura» — che per gli investigatori sintetizzerebbe la natura del rapporto: stabile, utile e reciproco. Da un lato, l’ex consigliera regionale e poi prima cittadina, che avrebbe operato per agevolare gli interessi del gruppo Colle e per questioni legate alla depurazione. Dall’altro, l’industriale che, secondo l’accusa, avrebbe garantito sostegno elettorale, finanziamenti e consenso.

L’indagine

Al centro dell’indagine ci sono il Consorzio Progetto Acqua, la gestione della fognatura industriale, l’area ex Memorino e i costi della depurazione. Ambiti nei quali, per i pm, la funzione pubblica si sarebbe piegata a esigenze private. Nella stessa contestazione figura anche l’ipotesi di truffa relativa alla cassa integrazione Covid nei confronti di Bugetti per due mesi, per un importo di 345 euro. L’ex sindaca ha respinto tutte le accuse.

Le dimissioni di Bugetti dalla carica avevano fatto venir meno le esigenze cautelari che avrebbero portato ai domiciliari. Matteini Bresci era già stato arrestato nelle fasi precedenti dell’inchiesta. Con la richiesta di rinvio a giudizio, la vicenda passa ora all’aula. Prato resta commissariata in attesa del voto e con un fascicolo giudiziario che torna a pesare sul dibattito politico cittadino.

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