POGGIBONSI – Una vacanza prenotata tramite Booking.com si è trasformata in un caso di polemica internazionale.
Il titolare di un agriturismo della Valdelsa avrebbe chiesto a una turista israeliana, tramite messaggio, di chiarire la sua posizione sulle politiche del governo di Benjamin Netanyahu per poterla «accogliere davvero».
La vicenda, riportata da alcuni media online israeliani e diffusa sui social — tra cui la pagina Noi che amiamo Israele — ha per protagonista la turista e Pietro Del Zanna, gestore dell’agriturismo Le Cantine.
Il messaggio e la cancellazione
Secondo la ricostruzione resa pubblica dalla turista, il proprietario le ha inviato un messaggio via Booking.com in cui precisava di non essere «antisemita» ma di non riuscire a «far finta di niente» riguardo alla guerra in Gaza scoppiata dopo il 7 ottobre. Del Zanna avrebbe quindi domandato quale fosse la posizione della cliente rispetto alle scelte del governo israeliano e le avrebbe offerto la possibilità di cancellare senza penali qualora, dopo aver conosciuto il suo punto di vista, avesse preferito annullare il viaggio.
La turista si è detta «scioccata» dalla richiesta di esprimere preventivamente opinioni politiche per poter soggiornare nella struttura. Dopo aver annullato la prenotazione ha pubblicato online lo scambio di messaggi e ha presentato un reclamo a Booking.com, sostenendo di essere stata discriminata in quanto israeliana o per le sue idee politiche.
La versione del proprietario
Del Zanna ha confermato il contenuto del messaggio e respinto le accuse di antisemitismo. «È spiegato molto semplicemente tutto lì, nel mio messaggio. Lungi da me avere atteggiamenti antisemiti, ma anche far finta di niente, in questa temperie, non mi andava bene», ha dichiarato. Ha aggiunto di aver offerto alla cliente la facoltà di annullare senza penali se la sua posizione politica fosse stata incompatibile con la sua.
Dopo la pubblicazione dello scambio, secondo il gestore l’agriturismo è stato bersaglio di campagne di boicottaggio sui social e sulla stampa. «Ora mi stanno massacrando, mi stanno boicottando la struttura. Ma sto ricevendo anche molti attestati di solidarietà, fortunatamente anche da ebrei israeliani che non ne possono più di questa situazione», ha detto Del Zanna, che si è definito «convinto pacifista» e ha richiamato iniziative passate contro gli estremismi, citando tra l’altro un progetto editoriale italo‑israeliano‑palestinese.
Questioni di libertà di espressione e analogie controverse
Il gestore ha difeso il suo gesto, dicendo di non aver vietato il soggiorno alla famiglia ma soltanto di aver espresso il proprio pensiero e offerto la cancellazione senza penale.
Reazioni politiche locali
Sulla vicenda è intervenuta la sindaca di Poggibonsi, Susanna Cenni, che ha preso posizione a difesa del proprietario definendo legittimo schierarsi «dalla parte giusta della storia» contro chi compie o legittima crimini contro l’umanità. Le parole della prima cittadina hanno contribuito a portare il caso all’attenzione nazionale e ad accentuare il confronto tra libertà di espressione, diritti dei clienti e limiti della critica politica nel rapporto commerciale tra turisti e strutture ricettive.







