Foto Enzo Russo
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VIAREGGIO – Il mondo della musica italiana piange la scomparsa di Peppino di Capri (all’anagrafe Giuseppe Faiella), spentosi all’età di 86 anni nella sua amata isola dopo una lunga malattia.

Con lui se ne va un pezzo monumentale del Novecento musicale, un interprete elegante capace di traghettare la tradizione melodica napoletana verso le sonorità moderne del twist e del rock’n’roll. Ma se Capri è stata la sua culla e la sua musa, la Versilia è diventata il palcoscenico della sua consacrazione.

Il legame tra lo chansonnier e la Versilia è indissolubile, e ha il suo baricentro in un luogo mitico: La Bussola di Focette, a due passi da Viareggio.

La Bussola e gli anni d’oro in Versilia

Tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, la Bussola di Sergio Bernardini era il centro di gravità permanente della dolce vita estiva italiana. Lì si esibivano le stelle più brillanti della musica internazionale e nostrana, e Peppino di Capri, insieme ai suoi Rockers, ne divenne un pilastro assoluto.

Peppino non era solo melodia. Sul palco della Bussola portò una ventata di freschezza importata direttamente dagli ascolti delle truppe americane. Canzoni come St. Tropez Twist e Let’s Twist Again facevano scatenare il pubblico in smoking e abiti da sera fino all’alba.

Seduto al suo piano, con gli immancabili occhiali e lo stile impeccabile, Peppino creava un’atmosfera intima e magnetica. È proprio in quegli anni che canzoni come Roberta (dedicata alla prima moglie Roberta Stoppa, sposata proprio in Versilia) o i successi successivi come Champagne divennero la colonna sonora dei grandi amori estivi.

Un pezzo di storia che resta

La Versilia e Viareggio per Peppino di Capri non erano solo tappe di una tournée, ma una seconda casa. Nelle lunghe estati toscane si incrociavano destini, nascevano amori e si scriveva la storia del costume italiano. I suoi show alla Bussola registravano regolarmente il tutto esaurito, in una continua e sana rivalità artistica con l’amico-rivale Fred Bongusto.

Oggi, nel giorno della sua scomparsa, la musica italiana perde il suo interprete più raffinato e la Versilia saluta uno dei suoi più grandi e indimenticabili “cavalieri della notte”.