Consiglio Ragionale Toscano straordinario per il Montepaschi di Siena, 5 Febbraio 2013 ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI
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FIRENZE – La commissione Bilancio e Affari Istituzionali del Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza la proposta di delibera relativa al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027.

Il testo ha incassato il voto favorevole delle forze di maggioranza e il no compatto del centrodestra, con i voti contrari di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Un Defr dal profilo prevalentemente ricognitorio e di transizione. L’atto nasce per fotografare lo stato della finanza pubblica regionale in attesa che si definiscano chiaramente i quadri programmatici sia a livello nazionale che regionale.

Il nodo delle regole europee e l’attesa del PRS

Il documento sconta in modo diretto l’impatto della recente riforma della governance economica europea. A livello statale, il classico DEF programmatico di aprile è stato infatti sostituito dal nuovo Documento di finanza pubblica (DFP), atto di sola rendicontazione e privo di impegni programmatici. Questo cambio di paradigma costringe gli enti regionali a legiferare senza riferimenti finanziari statali del tutto definiti.

Anche per questa ragione, i contenuti del nuovo Programma regionale di sviluppo (PRS) restano ancora in fase di analisi e la definizione dei progetti prioritari e degli interventi strategici sul territorio è stata formalmente rinviata alla Nota di aggiornamento al Defr (Nadefr).

Quadro economico e stime Irpet: PIL allo +0,5%

Secondo le analisi fornite dall’Istituto di programmazione economica della Toscana (Irpet), il sistema economico regionale conferma una certa resilienza di fronte agli shock più recenti, pur evidenziando alcune fragilità strutturali.

Le stime prevedono una crescita del PIL regionale dello 0,5% sia per il 2026 che per il 2027, in linea con l’andamento nazionale. I consumi delle famiglie registrano una crescita moderata, l’export appare in fase di recupero e l’occupazione tiene, seppur con ritmi più lenti. Tra i principali elementi di rischio viene segnalata la possibile brusca frenata degli investimenti pubblici al termine delle erogazioni legate al PNRR.

Finanze, sanità e partecipate

Il quadro finanziario per il triennio 2027-2029 appare stabile ma rigido: l’inflazione riduce in termini reali le “risorse libere”, limitando il margine per nuove spese discrezionali.

Il documento conferma l’invarianza delle aliquote dei tributi regionali e consolidato il passaggio verso la compliance cooperativa per incentivare il dialogo preventivo con i contribuenti. Vengono, inoltre, blindate le risorse per la sanità con una prima stima prudenziale per il 2027 pari a circa 8,5 miliardi di euro (+0,5% sul 2026), in attesa del nuovo Patto per la Salute. Infine, viene confermato il il tetto massimo autorizzatorio di 941 milioni di euro per il triennio 2026-2028, cifra tecnica che somma autorizzazioni già deliberate ma storicamente mai utilizzate per intero.

I piani delle partcipate

Slittano i tempi di riorganizzazione per Cosvig (riconoscimento della personalità giuridica della nuova Fondazione al 31 ottobre 2026 e trasferimento del ramo d’azienda al 31 dicembre 2026, con il ramo commerciale che resterà in capo alla Regione trasformandosi in Srl). Rinviate di pochi mesi le modifiche statutarie di Fidi Toscana destinate al rilancio operativo, mentre si lavora all’acquisizione delle quote Fidi in SICI SGR da parte di Sviluppo Toscana.

Autonomia dei poli fieristici: Accantonata definitivamente l’ipotesi di fusione o holding unica tra Firenze Fiera, Arezzo Fiere e Congressi e CarraraFiere; si punta al mantenimento dell’autonomia delle singole società con il rafforzamento delle sinergie commerciali.

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