Antonio Tajani a Sant'Anna di Stazzema
Tempo lettura: < 1 minuto

SANT’ANNA DI STAZZEMA – «L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema deve insegnarci che non è sufficiente commemorare una tragedia, una strage compiuta dai nazisti con la complicità dei fascisti italiani. Deve essere anche un monito per il futuro».

Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, intervenendo a margine della commemorazione dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema (Lucca), dove il 12 agosto 1944 furono trucidate dai nazisti 560 persone.

«Il sacrificio di queste persone, compresi i bambini neonati, non può essere vano – ha aggiunto Tajani – ma deve servire a costruire la pace».

Il ministro ha sottolineato l’impegno del governo affinché la pace continui a rappresentare il riferimento dell’azione politica. «L’Europa ci ha regalato 80 anni di pace – ha affermato – ma nulla è scontato, perché purtroppo il germe della violenza, delle dittature e delle guerre è sempre in agguato».

Tajani ha quindi richiamato la necessità di contrastare l’odio attraverso il rispetto della dignità umana. «Cancellare l’odio significa lavorare per il rispetto delle persone. Quello che è successo qui non dovrebbe accadere mai più, ma purtroppo anche oggi ci sono minacce di violenza nel mondo, tragedie con tanti morti e guerre, in Medio Oriente come in Ucraina».

Secondo il ministro, l’Italia, proprio in quanto Paese che ha conosciuto gli orrori della dittatura, ha il dovere di promuovere la democrazia, difendere la libertà e farsi portatrice di pace. «Le tragedie come quella di Sant’Anna di Stazzema devono essere fonte di ispirazione», ha concluso Tajani, ricordando anche il valore delle parole di Piero Calamandrei e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici