SIENA – È iniziato questa mattina a Siena il consiglio di amministrazione di Mps. Il board è chiamato a esaminare le contromosse strategiche messe a punto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio insieme al pool di advisor finanziari composto da Ubs, Goldman Sachs, Kbw e Vitale.
L’obiettivo primario di Rocca Salimbeni è strutturare un’alternativa concreta all’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) avanzata da Intesa Sanpaolo, valorizzata a 30,6 miliardi di euro.
Secondo quanto trapela da fonti finanziarie vicine al dossier, sul tavolo del cda figurerebbe un’operazione a doppio binario: da un lato un’offerta di scambio rivolta a Banco Bpm, dall’altro un’offensiva strategica su Banca Generali. In questo secondo scenario potrebbe giocare un ruolo chiave il 13,2% di Assicurazioni Generali detenuto da Mps tramite la controllata Mediobanca, asset fondamentale per bilanciare i concambi dell’operazione.
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Tra le opzioni difensive al vaglio del vertice guidato da Lovaglio figurerebbe anche l’ipotesi di una maxi-cedola straordinaria da distribuire agli azionisti del Monte per blindare l’azionariato e alzare il prezzo dell’eventuale integrazione.
Intanto nella giornata di ieri, la decisione condivisa tra il Mef e gli enti locali di far slittare l’incontro con il Ministro Giorgetti al 25 agosto in attesa di capire cosa potrà emergere dal Cda.
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