ROMA – Si è concluso dopo un’ora l’incontro tra il ministro Giancarlo Giorgetti e le istituzioni locali sul futuro di Mps.
Comune, Provincia e Regione avevano anticipato la volontà di chiedere all’esponente di governo che il Tesoro rimanga dentro il capitale di Siena, dove oggi possiede azioni per il 4,8%. In più da parte loro c’era la ncessità di avere garanzie sul fatto che il governo mettesse in campo tutti gli strumenti necessari per evitare la suddivisione dell’istituto senese, come da piano di Intesa Sanpaolo.
Non è detto che dal ministro sia arrivata una risposta definitiva, anche perché la partita finanziaria promette di essere lunga. Il ruolo del Ministero, adesso arbitro e giocatore, è complesso. E’ probabile che Giorgetti presti orecchio anche a cosa sta accadendo dentro il cda di Bpm. Soprattutto sul parere che arriverà da Crédit Agricole all’Opas lanciata da Mps.
Nel frattempo a esporsi è stato il vicepremier Matteo Salvini, che ha definito l’offerta lanciata da Luigi Lovaglio “molto interessante come proposta”. Quindi ha precisato: “Non entro nel merito di scelte che farà il mercato. Avendo contribuito al salvataggio di Mps, che era stata devastata dalle sinistre, mi piacerebbe che fosse promotrice, aggregatrice di un terzo polo bancario delle piccole e medie imprese, degli sportelli territoriali, che possa fare concorrenza, con obiettivi e clienti diversi, a Unicredit e a Intesa”. Dopo la premier Meloni, arriva un altro rinforzo all’offensivo del Monte. Se son rose, fioriranno.







