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FIRENZE – La Regione Toscana ha esteso di un mese, fino al 30 settembre 2026, l’ordinanza anticaldo a tutela dei lavoratori più esposti alle alte temperature, prolungando la validità del provvedimento n. 2 del 28 maggio che sarebbe scaduto il 31 agosto.

La decisione risponde al permanere di temperature elevate e nuove ondate di calore, che mantengono alto il rischio di stress termico e colpi di calore per chi opera all’aperto o in ambienti non climatizzati.

Stop nelle ore centrali: quando e dove si applica

L’ordinanza impone il divieto di lavorare dalle 12.30 alle 16 nei settori dell’agricoltura e florovivaismo, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, ma solo nei giorni in cui la mappa Worklimate di Inail e Cnr segnala un livello di rischio “alto” per chi svolge attività fisica intensa sotto il sole. Il divieto vale su tutto il territorio regionale e si attiva in base alle previsioni giornaliere di rischio occupazionale da calore pubblicate sul portale Worklimate.

Il provvedimento non si applica alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori quando si tratta di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, purché siano comunque adottate idonee misure organizzative e operative di prevenzione.

Linee guida: acqua, ombra, pause e turni rimodulati

Accanto allo stop, l’ordinanza richiama le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, adottate dalla Toscana nel giugno 2025, utili per valutare il rischio da stress termico anche nelle attività non direttamente coperte dal divieto e negli ambienti chiusi non climatizzati. Tra le misure indicate figurano la disponibilità di acqua e zone d’ombra, pause frequenti, acclimatazione graduale e una diversa organizzazione dei turni, concentrando le attività più pesanti nelle ore più fresche.

Cgil: “Proroga positiva, ma servono tutele strutturali”

La Cgil ha giudicato positivamente la proroga, temendo che con la fine di agosto venissero meno le tutele, ma ha sottolineato che non bisogna fermarsi alle sole categorie indicate dall’ordinanza. “Spesso ci si concentra sull’ordinanza, ma devono essere tenute presenti anche le linee guida”, ha spiegato la sindacalista Monica Stelloni, indicando tra le categorie meritevoli di maggiore attenzione anche i portalettere, già al centro di un confronto con la Regione in agosto.

Per il futuro, il sindacato chiede di superare i provvedimenti emergenziali per i lavoratori: “Abbiamo chiesto alla Regione un confronto per arrivare a una strumentazione più strutturale. Il caldo estremo ormai si ripresenta ogni estate e bisogna adattare anche l’organizzazione del lavoro”.

Contesto: luglio 2026 il mese più caldo mai registrato in Toscana

La proroga arriva in un contesto di calore record: luglio 2026 è risultato il mese più caldo mai registrato in Toscana dal 1955, secondo i dati del Consorzio LaMMA, con proiezioni che indicano alte temperature e tempo sereno e secco anche a inizio settembre. Le mappe Worklimate, già adottate nel 2025 come riferimento per le ordinanze anti-caldo in 18 regioni, sono uno strumento di supporto da integrare con la valutazione del rischio effettuata dai datori di lavoro.

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