FIRENZE – Circa 2 mila persone si sono riunite domenica sera in via Panciatichi a Firenze, rispondendo all’appello della sindaca Sara Funaro, per un presidio contro la violenza sulle donne in memoria di Lorena Isceri.
La 45enne uccisa giovedì scorso dall’ex compagno Federico Vella. Candele accese, fiori, biglietti e striscioni con scritte come “Il patriarcato non ci protegge, ci uccide” e “Il possesso non è amore” hanno riempito la strada sotto il civico 53, l’indirizzo dove viveva la vittima.
Il presidio sotto casa di Lorena
Il ritrovo si è concentrato davanti all’abitazione di Lorena Isceri, trasformata in un altare spontaneo con messaggi di ricordo e solidarietà. Tra i partecipanti, numerosi sindaci e sindache dell’area fiorentina, tra cui Sara Di Maio, prima cittadina di Barberino del Mugello, il comune dove è avvenuto il femminicidio sul viadotto dell’A1. Presenti anche consiglieri comunali, assessori e molte famiglie con bambini, a sottolineare il carattere comunitario dell’iniziativa.
Le parole della sindaca Funaro
“Visto quanti femminicidi ci sono, il rischio nel nostro Paese è quello della normalizzazione. Invece dobbiamo far sentire la nostra voce, partire da questi momenti per continuare a mettere in campo sempre più politiche di prevenzione, perché questi fatti non accadano più”, ha dichiarato Sara Funaro durante il presidio. La sindaca ha sottolineato che “con questa iniziativa tutta la comunità fiorentina si stringe intorno alla famiglia di Lorena perché ciò che è accaduto è una ferita per tutta la città e per il Paese”.
Funaro ha poi abbracciato a lungo la madre della 45enne, arrivata da Squinzano, in Puglia, provincia di Lecce, da dove era originaria anche Lorena. “Si sente l’affetto, vi ringrazio tutti”, ha detto la donna prima di rientrare nel condominio.
La testimonianza dei genitori di Michela Noli
Tra la folla erano presenti anche i genitori di Michela Noli, uccisa nel maggio 2016 dall’ex marito, che poi si è suicidato. “Siamo qui perché vogliamo far capire che qualcosa deve cambiare. Bisogna fare qualcosa di concreto, agire. E per agire bisogna essere compatti, perché è responsabilità di ognuno. Dobbiamo dire basta”, ha affermato Paola Alberti, madre di Michela.
Il minuto di silenzio e l’appello alle istituzioni
Al termine del presidio, la sindaca ha chiesto a tutti di alzare le candele per un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso. “Cerchiamo di avere il massimo rispetto per il dolore immane che i familiari stanno vivendo in questo momento perché non c’è niente di più drammatico della morte di un figlio. Quando poi una figlia muore in circostanze come queste, il dolore è indicibile”, ha aggiunto Funaro, sottolineando l’importanza di denunciare “quando si ha il minimo segnale”.
Rispondendo all’appello del padre di Lorena, che nei giorni scorsi ha invitato le istituzioni a fare di più a partire dalle scuole, la sindaca ha precisato: “Per quanto riguarda l’educazione affettiva, noi lo facciamo già a Firenze. Penso che il governo debba avviare una riflessione molto seria per fare in modo che questo diventi una prassi consolidata in tutte le scuole in Italia”.
I dettagli del femminicidio
Lorena Isceri, 45 anni, è stata rapita giovedì pomeriggio nel garage di via Panciatichi dall’ex compagno Federico Vella, 36 anni, che l’ha chiusa nel bagagliaio dell’auto e portata fino al viadotto Lora sull’A1, nei pressi di Barberino del Mugello. Dopo averla gettata nel vuoto, Vella si è suicidato lanciandosi a sua volta dal viadotto. Le indagini della Procura di Firenze sono in corso per ricostruire la dinamica e valutare l’eventuale premeditazione.







