SIENA – Su richiesta della Consob, Mps ha chiarito che le due opas lanciate ad agosto su Banco Bpm e Banca Generali rimarrebbero efficaci anche nell’ipotesi in cui le mosse di Intesa Sanpaolo su Mps si concludesse per prima, determinando un cambio di controllo della banca senese.
Il chiarimento alla Consob
Da Rocca Salimbeni si precisa che, “assumendo che tutte le condizioni dell’Offerta Isp si siano verificate — ovvero siano state rinunciate, ove possibile — e che l’Offerta Isp si sia conclusa e sia stata regolata anteriormente rispetto alla data di conclusione delle Offerte, il perfezionamento dell’Offerta Isp e il conseguente eventuale mutamento del controllo di BMps non determinerebbero, di per sé, la decadenza, l’inefficacia o la facoltà di revoca delle Offerte promosse da BMps”.
La banca aggiunge che, per le due Opa lanciate da Siena, “resterebbero ferme le condizioni di efficacia previste dalle Offerte promosse da BMps e le relative facoltà di rinuncia o modifica ivi previste, nei limiti consentiti dai termini delle stesse e dalla normativa applicabile, nonché le prerogative delle autorità di vigilanza”.
La logica industriale dell’operazione su Banco Bpm
Sul fronte di Banco Bpm, Mps ribadisce la coerenza industriale dell’offerta, confermando il percorso di “merger of equals” delineato dalla banca milanese nella lettera trasmessa a Siena lo scorso 7 giugno, poche ore prima del lancio dell’Opa di Intesa. Secondo la nota, “la cui valenza — nonostante la decisione di interrompere le consultazioni — è confermata dallo stesso Banco Bpm in data 31 luglio”.
L’operazione, spiega Mps, “configura un’integrazione tra due banche commerciali con modelli operativi allineati, riconducibile a prassi di integrazione ampiamente consolidate nel settore bancario italiano, come dimostrato dalle numerose operazioni realizzate con successo negli ultimi anni”.
Sportelli e impatto sulla rete
Sul tema sensibile degli sportelli, la banca senese precisa che l’operazione “non prevede chiusure di sportelli connesse all’operazione, fatti salvi eventuali interventi richiesti in esito alle valutazioni antitrust, che si ritengono comunque limitati in ragione della complementarità della rete distributiva” delle due banche.







