FIRENZE – In cinquant’anni Firenze ha registrato un aumento medio della temperatura annuale di 2 gradi, passando da 14,7 °C nel 1975 a 16,7 °C oggi, con una tendenza che potrebbe portare a sfiorare i 17 °C entro il 2030.
Secondo lo studio di ilMeteo.it realizzato per il Corriere della Sera, non si tratta di semplici previsioni ma di una tendenza climatica ormai consolidata: «Questo è il nuovo clima», spiega il meteorologo Mattia Gussoni, indicando nel 2020 un vero e proprio «punto di non ritorno».
Estate 2030: 4 giorni su 7 oltre i 34 gradi
La proiezione per il 2030 descrive un’estate fiorentina sempre più afosa: oltre 4 giorni su 7 dovrebbero registrare massime superiori ai 34 °C, contro il rapporto attuale di circa 1 giorno su 2. I picchi estremi, come i 41 °C toccati in alcuni giorni nell’ultimo decennio, diventeranno più frequenti, con una massima estiva media che potrebbe attestarsi intorno ai 41,3 °C.
Firenze si colloca al quarto posto in Italia per aumento della temperatura massima estiva rispetto al 1975, con un incremento di 5,7 °C. Solo Reggio Calabria, Cagliari e Trapani mostrano aumenti superiori (8–9 °C), mentre Prato segue immediatamente al quinto posto con valori simili. Sulla temperatura media estiva, Firenze è quinta con un aumento di 4 °C rispetto al 1975 e una proiezione di 32,2 °C nel 2030.
Notti tropicali e “supertropicali”: la costa non dorme
Sulla costa toscana il fenomeno più critico riguarda le notti: le cosiddette “notti tropicali”, con minime sopra i 20 °C, sono destinate ad aumentare sensibilmente. A Livorno si prevede una tendenza di 60 notti tropicali all’anno entro il 2030 (49 a Firenze), mentre a Pisa la proiezione è di 52 e a Massa di 54. Nel 2000 a Livorno le notti afose erano solo 9, salite a 37 nel 2021 e schizzate a 70 nel 2022, per poi stabilizzarsi su valori elevati.
Ancora più significativo è l’aumento delle “notti supertropicali”, un parametro introdotto di recente per descrivere notti in cui la temperatura non scende mai sotto i 25 °C. Nei capoluoghi toscani sono attualmente rare (spesso non più di una all’anno), ma sulla costa la tendenza per la fine del decennio è di 1–2 notti supertropicali all’anno, condizioni «mai viste prima nel Mediterraneo» e legate anche all’umidità crescente.
Lucca e Arezzo: medie estive stabili
Non tutte le città toscane mostrano la stessa dinamica. Lucca e Arezzo, considerate come capoluoghi e non come intere province, presentano proiezioni più stabili. Nel 2030 Lucca dovrebbe mantenere una media estiva di 29,6 °C, in linea con le ultime cinque estati, mentre Arezzo si attesterà intorno ai 30 °C da giugno a settembre. Valori simili sono attesi anche per Siena e Pistoia, con medie costanti dopo lo “scatto” termico registrato intorno al 2020.
Un cambiamento epocale
«Una variazione di 2 gradi nel giro di qualche decennio può sembrare poco, ma è un cambiamento epocale», sottolinea Gussoni. I dati dello studio, basati su oltre 434,5 milioni di rilevazioni orarie in 108 città italiane dal 1975 al 2025, confermano che nessuna area del Paese è immune, sebbene con intensità diverse. Per Firenze e la Toscana, la sfida dei prossimi anni sarà adattarsi a un clima ormai stabilmente più caldo, con estati più lunghe, notti più afose e eventi estremi più frequenti.







