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MONTEROTONDO MARITTIMO – La nuova centrale geotermica di Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto, per ora non partirà.

Enel Green Power non ha ottenuto gli incentivi pubblici del FER 2, condizione alla quale aveva subordinato la realizzazione dell’impianto da 5 megawatt. Senza quel sostegno, l’azienda potrebbe non procedere ai lavori: l’investimento resta dunque congelato, in attesa di una nuova occasione di finanziamento.

Si tratta di una battuta d’arresto per uno dei progetti previsti nell’accordo tra Enel Green Power e Regione Toscana, che ha accompagnato la proroga ventennale delle concessioni geotermiche e prevede investimenti complessivi per quasi tre miliardi di euro. Monterotondo 2 doveva essere la prima delle tre nuove centrali a entrare in funzione, prima di quelle di Piancastagnaio e Santa Fiora.

Il GSE esclude il progetto

Il 23 ottobre il Gestore dei servizi energetici (GSE) ha pubblicato la graduatoria della prima procedura FER 2 dedicata alla geotermia a emissioni nulle, con un contingente di 30 megawatt. La gara ha ammesso due progetti: uno da 24,4 MW a Jolanda di Savoia, in provincia di Ferrara, e uno da 5 MW a Castel Giorgio, in provincia di Terni. In totale, i due impianti coprono 29,4 MW, quasi tutta la potenza disponibile.

Il progetto di Enel Green Power a Monterotondo è invece risultato escluso dalla procedura, insieme a quello da 12,69 MW proposto da Magma Energy Italia a Castelnuovo di Val di Cecina. Non si tratta dunque di un progetto rimasto fuori per esaurimento delle risorse: il GSE lo ha escluso, senza rendere pubbliche le motivazioni specifiche, che comunica direttamente alle società interessate.

Il FER 2 sostiene gli impianti rinnovabili innovativi o con costi di produzione elevati, attraverso tariffe incentivanti di lungo periodo. Per la geotermia a emissioni nulle, il decreto prevede 60 MW complessivi, ripartiti in due contingenti da 30 MW.

La seconda procedura potrebbe svolgersi nel 2027, ma non è ancora garantita. Il calendario dovrà essere definito e non esiste certezza che una nuova gara per questa tecnologia venga effettivamente bandita l’anno prossimo.

Da 20 a 5 megawatt

La vicenda ha una storia lunga. Il progetto originario prevedeva una centrale da 20 megawatt, con un investimento stimato in circa 110 milioni di euro e una produzione annua di 150 milioni di chilowattora. Le verifiche sulla risorsa geotermica hanno però restituito risultati inferiori alle attese: secondo gli atti regionali, il vapore effettivamente disponibile sarebbe stato di 40 tonnellate all’ora, contro le 120 inizialmente previste, una quantità insufficiente per un impianto di quella potenza.

Enel ha quindi ridimensionato radicalmente il progetto, portandolo da 20 a 5 MW, un quarto della capacità iniziale. La modifica ha comportato anche un cambio tecnologico: la nuova centrale avrebbe dovuto adottare un sistema a ciclo binario ORC (Organic Rankine Cycle), con reiniezione totale dei fluidi geotermici e nessuna emissione di processo in atmosfera.

Il ridimensionamento ha reso necessario un nuovo percorso autorizzativo. Enel Green Power Italia ha presentato l’istanza nel marzo 2023 e, nel maggio 2024, la Regione si è pronunciata favorevolmente sulla compatibilità ambientale del progetto rivisto.

La prima delle tre centrali promesse

L’accordo del febbraio 2025 sulle concessioni geotermiche prevede, oltre all’ammodernamento degli impianti esistenti, la costruzione di tre nuove centrali per una potenza aggiuntiva di 65 MW. Accanto a Monterotondo 2, il programma include Piancastagnaio 6, da 20 MW, e Bagnore 5, da 40 MW, nel territorio di Santa Fiora.

A sollevare pubblicamente la questione è stato il sindaco di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine. Il 3 novembre ha scritto a Enel Green Power, inviando la lettera per conoscenza anche alla Regione Toscana. Il primo cittadino chiede quattro chiarimenti: perché il GSE abbia escluso il progetto, se l’azienda intenda contestare il provvedimento, se parteciperà a un’eventuale nuova gara e quale sia il cronoprogramma aggiornato dell’investimento.

«La centrale di Monterotondo è una delle tre nuove centrali previste dall’accordo tra Regione Toscana ed Enel Green Power, insieme a quelle di Piancastagnaio e Santa Fiora, e doveva essere la prima a partire», ricorda Termine. «Per questo l’esclusione dal FER 2 non può passare sotto silenzio. La nostra comunità ha bisogno di sapere cosa è successo e cosa succederà adesso».

Il sindaco contesta soprattutto il legame tra realizzazione dell’impianto e contributi pubblici. «Ora che quegli incentivi non ci sono, vogliamo sapere se la centrale si farà comunque – ha detto Termine -. Un’azienda che guadagna così tanto da una risorsa pubblica non può far dipendere ogni investimento dai soldi pubblici».

Termine chiede inoltre il coinvolgimento della Regione e del presidente Eugenio Giani per sollecitare la programmazione della seconda asta FER 2. «Monterotondo non chiede favori», conclude. «Chiede rispetto degli impegni e risposte chiare. La geotermia è la nostra storia e vogliamo che resti anche il nostro futuro».

Per il momento, però, la costruzione della centrale resta sospesa. Un progetto già ridotto da 20 a 5 megawatt dipende ora dall’apertura di una nuova procedura di incentivazione. I tempi e le cui condizioni però restano ignoti.

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