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MONTEPULCIANO –  C c’era un’aria diversa, tra i saloni e le piazze di Montepulciano. Più che un semplice convegno o una passerella di fine settimana, il raduno di “Pronti per l’alternativa” ha avuto il sapore di un vero e proprio stato maggiore della sinistra dem.

Oltre 1.200 persone arrivate nel cuore della Toscana per partecipare alla tre giorni organizzata dall’ala progressista del PD — quel “Correntone” che ha nell’ex ministro Roberto Speranza e in Peppe Provenzano le sue menti tattiche e nel simbolo di Elly Schlein la sua naturale sintesi.

L’obiettivo politico della giornata di ieri era chiaro: chiudere la fase dei posizionamenti interni e dare il via alla corsa verso la sfida al governo.

Quando Elly Schlein ha preso la parola per l’intervento di chiusura, la platea l’ha accolta con una standing ovation calorosa. La segretaria ha scelto un tono diretto, a tratti appassionato, per tracciare la rotta e chiamare a raccolta tutte le energie del partito. Non ha usato il politichese, ma parole d’ordine nate con l’intento di scaldare i motori: «Ora c’è l’ultimo importante miglio», ha scandito dal palco. «Questa sfida la affronteremo insieme. Insieme possiamo battere le destre e scrivere un futuro più giusto. Andiamo a vincere».

Nel suo affondo contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, Schlein ha dipinto il quadro di un Paese in sofferenza, provato dall’inflazione e dal peso delle disuguaglianze sociali, rivendicando al contempo la piazza come spazio legittimo di ascolto e democrazia, soprattutto nei confronti delle proteste giovanili e studentesche. Non sono mancati i passaggi sulla politica estera, con parole nette sul Medio Oriente e sulla necessità di mantenere la stessa fermezza morale e sanzionatoria usata contro Mosca anche di fronte all’operato del governo di Netanyahu.

A fare da cassa di risonanza alla segretaria ci hanno pensato gli altri due grandi protagonisti della giornata. Roberto Speranza ha insistito molto sul concetto di unità e continuità, sottolineando come la tappa di Montepulciano debba servire da punto di partenza non solo per il PD, ma per tutto il perimetro progressista. Le primarie di coalizione, ha ricordato l’ex ministro della Salute, rappresentano la strada naturale per blindare l’alleanza e non disperdere il lavoro fatto fino ad oggi per ritrovare una visione comune.

Dal canto suo, Peppe Provenzano ha voluto sgombrare il campo da ogni residuo dubbio sulle gerarchie interne ed esterne alla coalizione. In un discorso dai toni molto incisivi, l’ex ministro per il Sud ha sottolineato come la radicalità delle proposte non debba mai trasformarsi in settarismo, bensì nella capacità di parlare alla maggioranza delle persone che cercano risposte concrete su lavoro e sanità. Ma soprattutto ha voluto mandare un messaggio chiaro a chi, dentro e fuori dal Nazareno, continua a ridiscutere gli assetti: la discussione sulla leadership è chiusa, Schlein si è guadagnata sul campo il diritto di guidare la sfida per l’alternativa.

Tra le sedie del raduno e nei capannelli a margine degli interventi, la sensazione diffusa è che la fase dei tatticismi sia ormai alle spalle. Con un programma d’alternativa da completare entro l’anno e l’orizzonte delle primarie alle porte, la tre giorni senese si chiude consegnando un PD che prova a ritrovare compattezza e grinta, pronto a giocarsi il tutto per tutto sui territori.

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