Un filo diretto che collegava il clan camorrista dei Casalesi con la Toscana sgominato questa mattina da un blitz delle squadre mobili di Caserta e Firenze. 13 gli arrestati in Toscana nell'ambito dell'operazione. Il blitz è scattato dalle prime ore di questa mattina, ed è stato coordinato dal servizio centrale operativo. A vario titolo, i reati contestati vanno dall'associazione per delinquere di tipo mafioso, all'estorsione, detenzione e porto d'armi e detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e danneggiamento seguito da incendio. Le indagini riguardano, in particolare, le famiglie Schiavone, Russo e Iovine, vicine al clan dei Casalesi. Contestualmente, la Dia di Firenze e quella di Napoli hanno sottoposto a sequestro beni immobili per un valore di 20 milioni di euro.
 
L’indagine Tra gli arrestati ci sono alcuni affiliati al clan originari della provincia di Caserta, che gestivano gli interessi economici del gruppo camorrista, estorcendo denaro ad imprenditori casertani insediatisi in Toscana. In manette anche due imprenditori casertani titolari di aziende in Toscana. Secondo quanto appreso, i due imprenditori si sarebbero trasformati nel tempo da vittime dell'estorsione a membri attivi del clan, agevolando la latitanza degli affiliati, o favorendoli nella concessione di misure alternative alla detenzione attraverso assunzioni fittizie, e assumendo il ruolo di procacciatori d'affari in grado di indicare al clan altri imprenditori a cui avanzare le richieste estorsive. Sempre in base a quanto emerso nel corso delle indagini, dirette dalla Dda di Napoli in coordinamento con quella fiorentina, gli interessi economici dei Casalesi nel territorio toscano riguardavano soprattutto il comprensorio delle Versilia, e in particolare la città di Viareggio. Fondamentali per le indagini le attività tecniche di intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno permesso di documentare la consumazione di numerose estorsioni ai danni di imprenditori insediatisi in Toscana.

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