Il 15 aprile del 1452, ad Anchiano, piccola frazione nel comune di Vinci, nasceva l’artista per eccellenza del Rinascimento italiano: Leonardo.
574 anni dopo si continua a festeggiare il suo ingegno ante temporam, la sua arte continua a stupire il mondo e il suo nome è diventato sinonimo di genialità.
La mano che ha dipinto il quadro più famoso al mondo, la Gioconda. La mente che si è spinta oltre lo scibile umano, arrivando a studiare il volo (e forse anche la gravità). L’inventore del carro armato, ma non della bicicletta (a quanto pare). E’ molto difficile riassumere ciò che è riuscito a compiere nell’arco della sua vita. Ma è d’obbligo ripercorrere quella scia che l’artista ha lasciato nella sua regione, la Toscana.
Firenze
La (presunta) casa natale
Immersa nelle campagne del Valdarno, a pochi chilometri da Vinci, ad Anchiano, sorge la casa colonica che, più dalla tradizione che dalla storia, viene identificata come la casa natale di Leonardo.
L’edificio, di modesta architettura, tipica delle case rurali quattrocentesche, fu donato nel 1950 al Comune di Vinci dal conte Rasini di Castelcampo, per poi essere restaurato per la prima volta nel 1952, in occasione del cinquecentenario dalla nascita di Leonardo.
Oggi la casa natale di Leonardo è visitabile, e conserva al suo interno alcuni arredi d’epoca (come il camino e la piattaia), un busto bronzeo di Leonardo, opera di Francesco Wildt (1868-1931), donato dal Comune di Milano nel 1939, e una mostra che conserva riproduzioni di disegni raffiguranti vedute della campagna toscana e una mappa del Valdarno firmata da Leonardo.
Il Museo Vinciano
L’idea per il museo Leonardiano di Vinci è nata nel 1919, quando, dopo aver festeggiato il quattrocentenario della morte dell’artista, il Castello dei Conti Guidi fu donato al Comune di Vinci.
Oggi il Museo Vinciano e delle Macchine di Leonardo è ancora ospitato nelle sale del castello, nascendo ufficialmente nel 1953, dopo due restauri (uno negli anni 30 e uno negli anni 40 del Novecento) che hanno riportato la struttura all’aspetto che vediamo oggi. Inizialmente occupava solo quattro sale del castello, mentre nelle altre era conservata la biblioteca Leonardiana, poi trasferitasi nel 1983.
Cosa conservava il museo? Un’intera serie di modelli, ricostruiti sulla base dei disegni leonardiani, ad opera della International Business Machines Corporation (IBM). Furono donati al comune proprio nel 1953, e ancora oggi costituiscono il corpo principale della mostra conservata nel museo Leonardiano di Vinci.
Nel 1983, a seguito del trasferimento della biblioteca, il museo amplia la sua collezione, sempre grazie al contributo di IBM, prendendo tutti gli spazi del castello. Si amplierà ancora nel 2004, collocandosi anche nella sede della Palazzina Uzielli, a pochi metri dal Castello, dove oggi è conservata la sezione dedicata agli studi anatomici di Leonardo. Nel 1987 l’artista Mario Ceroli realizzò la scultura lignea dell’uomo vitruviano che, ancora oggi, svetta nella piazza panoramica del castello.
Il più recente ampliamento è del 2023, quando alla collezione è stata aggiunta la sezione sulle macchine da guerra.
La Biblioteca Leonardiana
La Biblioteca Leonardiana è nata nel 1928, grazie anche a Gustavo Uzielli, uno dei maggiori studiosi di Leonardo da Vinci nell’Ottocento italiano. Assieme all’Amministrazione comunale è stato così possibile raccogliere il prezioso patrimonio oggi conservato nella Biblioteca, grazie anche all’acquisizione da parte del Comune del fondo leonardiano conservato nella biblioteca privata di Uzielli. Inizialmente la biblioteca condivideva gli spazi del Museo Vinciano nei locali del Castello dei Conti Guidi.
La Biblioteca è uno dei centri principali per gli studi leonardiani in Italia, e raccoglie 22.000 opere di e sul Genio. Sono qua conservate anche tutte le riproduzioni in facsimile dei suoi manoscritti e disegni.
Sono inoltre conservate nella biblioteca tutte le stampe dell’artista, a partire dalla prima edizione del Trattato della pittura del 1651.
Nel 1983 il prezioso patrimonio venne trasferito nella sede attuale, più adatta alla sua conservazione, in via Giorgio La Pira, 1.
Il catalogo della biblioteca è consultabile al seguente link.
La bottega del Verrocchio
Quando Leonardo aveva 17 anni fu mandato dal padre, Piero, “a bottega”, dopo aver constatato la sua passione per il “disegnare et il fare di rilievo, come cose che gl’andavano a fantasia più d’alcun’altra”, citando Giorgio Vasari, che scrive di Leonardo nel suo Vite.
Al tempo una delle botteghe più rinomate di Firenze era quella del Verrocchio, dal quale Leonardo imparò le basi della pittura e del disegno, sviluppando la sua propensione per i paesaggi naturali.
La bottega del Verrocchio si trovava probabilmente nelle vicinanze della sua casa, che si trovava all’incrocio di via dell’Agnolo con “Via Pentolini sive Malborghetto” (oggi via de’ Macci).
La tomba dei “da Vinci”
Leonardo morì nel 1519 in Francia, ad Amboise, dove ancora oggi riposa. Ma la tomba della sua famiglia si trovava invece a Firenze. In via del Proconsolo, a Firenze, sorge ancora oggi la Badia Fiorentina, luogo in cui il padre di Leonardo, Piero, avrebbe lavorato fin dal 1451.
E’ infatti qua che il notaio sarebbe stato seppellito, insieme alla maggior parte della sua famiglia, tra cui anche due sorelle di Leonardo, morte neonate.
Oggi il sepolcro della famiglia non esiste più: è infatti andato completamente perduto con il rifacimento che la chiesa ha subito nel XVII secolo, quando fu ristrutturato il pavimento e di conseguenza furono spostate le tombe.
Arezzo
Il museo della battaglia e di Anghiari
Nel comune di Anghiari, in provincia di Arezzo, il Palazzo del Marzocco ospita il Museo della battaglia e di Anghiari.
Si tratta dell’unico luogo dove è possibile vedere una ricostruzione digitale dell’affresco perduto di Leonardo sulla battaglia di Anghiari. Nel museo sono conservati i disegni preparatori dell’affresco, che non resse il tempo, a causa di una tecnica inadeguata.
Grosseto
Sovana
Chiamandola “Suana”, Leonardo mette in evidenza la città del grossetano per la sua importanza archeologica, specialmente legata agli scavi etruschi, nelle carte RL 12278 e RL 12277 di Windsor.
Le carte, che rappresentano il territorio toscano da una prospettiva “a volo di uccello”, erano nate come studio per la deviazione dell’Arno nel Canale di Firenze, e fanno parte dei lavori che Leonardo conduceva come architetto e ingegnere plenipotenziario di Cesare Borgia, viaggiando per la Toscana.
Livorno
I lavori a Piombino
Nel 1502 la strada di Leonardo si incrociò con quella di Cesare Borgia, che gli chiese di recarsi a Piombino e di lavorare per lui come ingegnere militare. Tornò nella città nel 1504, stavolta come ingegnere di Jacopo IV Appiani.
Qua Leonardo studiò la fortificazione cittadina, progettando mura, bastioni, il Rivellino e la Cittadella. L’intento era quello di rafforzare le difese militari di Piombino, e già nel Cinquecento si procedette ai lavori sulla Cittadella, fortificando la parte di terra e iniziando a costruire una delle due torri del Castello.
Pisa
Fortezza di Calci
Sul monte della Verruca, nel comune di Calci, nella provincia pisana, si erge una rocca oggi diruta, ma che è stata, un tempo, oggetto di studi leonardiani.
Oltre che nelle sue carte di studio quando viaggiava per la Toscana per conto di Cesare Borgia, Leonardo ha raffigurato una struttura molto somigliante alla Fortezza nel suo disegno “Diluvio apocalittico” (1516 ca.).
Dopo qualche giorno dall’assedio fiorentino alla rocca, Leonardo cominciò a lavorare al suo ripristino. Documenti attestano che già un anno più tardi, nel 1504, la fortezza fosse già stata restaurata secondo le indicazioni del Genio.
Pistoia
Sulle orme di Verrocchio
Vinci, come diocesi, ricadeva sotto Pistoia, dove abitava anche parte della famiglia del Genio, tra cui la sorella del padre e suo marito: un legame da sempre presente nella vita di Leonardo, che seguì i lavori del maestro proprio in questa città.
Verrocchio infatti lavorava spesso a Pistoia come scultore, realizzando sia il Cenotafio Forteguerri che la Madonna di Piazza. Le formelle in terracotta, servite come preparatorie al cenacolo, e la predella raffigurante l’Annunciazione nel dipinto di Verrocchio si pensa possano essere opera dello stesso Leonardo.
Prato
Bacchereto
Il borgo di Bacchereto, arroccato nel versante del Montalbano, aveva dato i natali a Lucia, nonna paterna di Leonardo, che nel borgo gestiva una fornace.
Tradizionalmente è proprio a Bacchereto che si muovono i primi “passi artistici” del Genio. Il borgo conosceva infatti una lunga tradizione di ceramisti e fornaciai, di cui la nonna era un esempio. E’ probabile, anche se non confermato, che Leonardo abbia cominciato a conoscere l’arte della ceramica e della lavorazione dell’argilla.
Siena
Da Taccola al Beccafumi
Non è certo, ma si può immaginare che, durante la sua gioventù, Leonardo si recasse in una Siena ancora non in conflitto con Firenze. Certo è che ci si recò nel 1502 grazie al lavoro con Cesare Borgia, e altrettanto certa è l’influenza che questa città, i suoi ingegneri e i suoi artisti hanno avuto su Leonardo.
Qua Leonardo poté studiare il lavoro degli ingegneri senesi Taccola (autore del De ingeniis) a Francesco di Giorgio (che già Leonardo aveva conosciuto nel 1490 a Pavia). Innegabile è inoltre l’influenza che l’arte di Leonardo ha avuto sul giovane pittore senese Domenico Beccafumi.
La Toscana di Leonardo
Il Museo Galileo, Istituto e Museo di Storia della Scienza, ha creato il sito La Toscana di Leonardo, che racchiude tutti i luoghi toscani legati alla figura del Genio.
Dal setificio fiorentino, dove ancora oggi pare si conservi e si utilizzi il telaio disegnato da Leonardo, fino alle fortificazioni di Piombino, Leonardo ha lasciato la sua traccia lungo tutta la Toscana, in una storia e un itinerario che vive ancora oggi.
I 161 luoghi legati a Leonardo e gli itinerari proposti dalla piattaforma sono disponibili online grazie alla collaborazione tra il Museo Galileo e l’Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa, con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, di Regione Toscana e di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.
Si scrive di Leonardo
Di seguito, un elenco di libri che parlano del Genio del Rinascimento, disponibili su toscanalibri.it.
La visione geniale – Santino Gallorini (Edizioni Effigi)
Cerca Trova. Leonardo da Vinci e la Battaglia di Anghiari – Stefano Corazzini (Nardini Editore)
Il delitto di Leonardo – Alberto Sacchetti (Eclettica Edizioni)
Un tè con LEONARDO da Vinci – Luca Caricato (Narrafood Edizioni)
Se fosse un angelo di Leonardo… – AA VV (Edizioni Polistampa)







