E’ stato nel 1750 che, in Toscana, si è iniziato a festeggiare l’inizio dell’anno il 1 gennaio. Fino a quel momento l’anno nuovo era celebrato nel mese di marzo, per l’esattezza il 25, giorno in cui si ricorda l’annuncio dell’incarnazione alla Vergine Maria.
Particolarmente legate al culto mariano, le città toscane hanno continuato a festeggiare, fin dal medioevo, il capodanno in questa data, sopravvivendo per altri 168 anni all’avvento del calendario gregoriano nel resto d’Italia (avvenuto nel 1582). Fu appunto nel novembre del 1749 che, con un decreto, ancora oggi ricordato da una targa sotto la loggia dei Lanzi a Firenze, il granduca Francesco II di Lorena pose fine alla tradizione e impose alla Toscana il “nuovo” calendario.
Il decreto del granduca non ha però fermato l’usanza, che continua, ancora oggi, ad essere celebrata. Nelle città di Pisa, Firenze e Siena continuano a festeggiare l’arrivo del nuovo anno nove mesi in anticipo rispetto al resto del mondo, con eventi, conferenze e rievocazioni storiche.
Pisa
Pisa si prepara a festeggiare il 2027 con un programma ricco di iniziative, per perpetrare una tradizione che affonda le sue radici nel X secolo.
Da oggi, venerdì 20 marzo, fino al 29 marzo, il Fortilizio della Cittadella ospiterà la mostra “Miniature di Pisa”, esposizione delle riproduzioni in scala di monumenti pisani realizzate da Mario Ragusano e Claudia Ciampa.
Il 25 marzo i palazzi comunali si “vestiranno per l’occasione”, addobbandosi con i vessilli storici di Pisa. Sarà imbandierato anche il Ponte di Mezzo, con i quattro vessilli degli antichi quartieri medievali di Ponte, Mezzo, Foriporta e Chinzica. Quest’anno ci saranno anche due scritte luminose, collocate sulle balaustre esterne del Ponte di Mezzo, che rimarranno dal 24 al 29 marzo.
Dal 22 al 26 marzo 2026, all’interno della Chiesa di Santa Maria della Spina, si svolgerà l’Infiorata dell’Annunciazione, visitabile con orario 9-19. L’ingresso per vedere l’Infiorata realizzata dalla Pro Loco di Fucecchio è gratuito.
Il 25 marzo, giorno di Capodanno, le vie del centro storico si animeranno grazie al tradizionale corteo storico per la liturgia dell’Annunciazione. Il corteo partirà alle ore 11 da Palazzo Gambacorti (piazza XX settembre), terminando alla Cattedrale di Pisa, dove si svolgerà, alle 11.30, la cerimonia del raggio di sole.
La cerimonia del raggio di sole
Dopo il tradizionale corteo storico, Pisa si ritrova nel suo Duomo, per aspettare “il raggio”. Tradizione vuole, infatti, che quando il raggio del sole a mezzogiorno andrà a illuminare una mensola in marmo a forma di uovo, situata vicino al pilastro accanto al pergamo di Giovanni Pisano, la città entrerà nel 2027, nove mesi prima del resto del mondo
Lo spettacolo di droni
Quest’anno, tra le novità, anche uno spettacolo di droni, che chiuderà ufficialmente la giornata del Capodanno, illuminando, dalle ore 23 del 25 marzo, i lungarni di Pisa. Il titolo dello spettacolo è “Dalla Tradizione all’Identità: i simboli di Pisa”, e sarà visibile da Ponte di Mezzo, Lungarno Mediceo e Lungarno Galilei.
Palio della balestra delle Magistrature del Gioco del Ponte
Sabato 28 marzo sarà dedicato alla chiusura (festosa) delle cerimonie del Capodanno, con spettacoli e rievocazioni storiche.
A partire dalle ore 10.00, si svolgerà la Festa del Capodanno Pisano, a cura dell’Associazione Balestrieri di Porta San Marco, con eventi di rievocazione storica al Bastione Sangallo e nell’Arena del Giardino Scotto.
Alle ore 16.30 si terrà il Palio della balestra delle Magistrature del Gioco del Ponte, seguito alle ore 17.30 dal concerto degli H.E.R.P.E.S.
Per info e programma completo link.
Firenze
Anche Firenze continua a festeggiare il proprio Capodanno in primavera, con un corteo storico che ormai è tornato ad essere parte della tradizione e dei riti della città, da quando, nel 2000, il Comune di Firenze ha deciso di riportare in auge la festività e le sue ricorrenze.
La sfilata del corteo storico della Repubblica fiorentina inizia dal Palagio di Parte Guelfa e arriva fino alla Chiesa della Santissima Annunziata. Simbolo della festa è proprio l’affresco, custodito in questa chiesa, dell’Annunciazione.
L’opera della “Vergine Gloriosa”, tanto simbolo di devozione quanto miracolosa: leggenda narra infatti che il suo pittore, un certo frate Bartolomeo, non fosse in grado di ritrarre le fattezze della Madonna. Nel momento di disperazione, leggenda narra che arrivarono gli angeli in suo aiuto, permettendogli di compiere l’opera come la vediamo oggi.
Un’opera ancora oggi al centro della devozione mariana, che porta, tradizionalmente, le coppie di sposi a lasciare una preghiera e un mazzo di fiori per benedire la propria unione.
Siena
Siena, città da sempre profondamente legata al culto di Maria, a cui è dedicata non solo la Cattedrale, così come Pisa e Firenze, ma anche la corsa del Palio di agosto, dove si celebra appunto la Madonna Assunta.
Per questo ancora a Siena è festeggiato il Capodanno del 25 marzo, celebrazioni che iniziano con un’offerta di un cero votivo alla Madonna, alla presenza delle 17 contrade e dei rappresentanti del comune, che si ritrovano nella Chiesa della Santissima Annunziata (oggi parte del complesso del Santa Maria della Scala).
Un rito che ricorda quello del passato, descritto molto dettagliatamente da Girolamo Gigli, commediografo senese, nel suo Diario Senese. Il rito, anche a cavallo tra il Seicento e il Settecento, quando scrive Gigli, iniziava con l’offerta del cero votivo nella chiesa della Santissima Annunziata. Le grance dell’ospedale presentavano poi le loro maestranze, ed erano esposte le reliquie di proprietà del Santa Maria.
A Siena il rito religioso benediva anche la politica. “Si dà la mattina il possesso al nuovo Senato (…) Ascoltano nella cappella del Palazzo unitamente la messa i Signori del precedente bimestre e i nuovi”, scrive Gigli, spiegando il rito che si svolgeva a Palazzo Pubblico per il rinnovo delle cariche. Infine i nobili e i Signori presenti si recavano in Duomo per rendere grazie a Maria, signora e protettrice della città







