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FIRENZE – La Toscana recepisce la nuova classificazione statale dei comuni montani, ma decide di blindare le tutele per i propri territori: per l’applicazione delle politiche e delle risorse regionali continuerà a fare fede la vecchia mappa della montagna.

È quanto stabilisce la nuova legge approvata dal Consiglio regionale della Toscana (“Disposizioni sui territori montani. Modifiche alla legge regionale 68/2011”), pensata per armonizzare l’ordinamento toscano con le disposizioni introdotte a livello nazionale dal Dpcm n. 131/2025. Un cambio di passo statale che avrebbe rischiato di estromettere dai parametri di “comune montano” ben 36 realtà territoriali della regione.

Per ovviare al taglio delle agevolazioni, la legge regionale recepisce formalmente la cornice statale ma, per tutte le misure di competenza locale, fissa come parametro di riferimento la storica classificazione prevista dalla legge 991 del 1952. In questo modo, gli enti esclusi dai nuovi criteri nazionali continueranno comunque a beneficiare degli interventi e dei sostegni promossi dalla Regione Toscana.

“La legge approvata oggi dal Consiglio rappresenta una risposta importante alle criticità emerse con la nuova classificazione nazionale dei comuni montani”, hanno dichiarato in una nota congiunta Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, e Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Toscana. “La Toscana – sottolineano – oltre a recepire le nuove disposizioni nazionali, sceglie di mantenere, ai fini delle proprie politiche regionali, il riferimento ai territori già classificati come montani dalla precedente normativa, salvaguardando così anche le realtà rimaste escluse dai nuovi criteri nazionali”.

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