PRATO – Quattro uomini di origine pakistana, di età compresa tra i 37 e i 59 anni, sono finiti in carcere con un’ordinanza di custodia cautelare emessa per i reati di sequestro di persona, tortura, rapina aggravata e lesioni personali aggravate.
Le accuse riguardano un loro connazionale, vittima di un brutale rapimento a scopo estorsivo. I fatti, secondo l’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, si sono consumati nel capoluogo pratese tra il 31 gennaio e il 2 febbraio scorso. La squadra mobile della Questura di Prato ha eseguito i provvedimenti questa mattina, dopo mesi di approfondimenti.
Tutto è partito da una denuncia presentata il 1° febbraio da un familiare della vittima. L’uomo ha raccontato di aver saputo del rapimento tramite parenti in Pakistan: la sera del 31 gennaio, la vittima era stata sequestrata e sottoposta a violenze fisiche ripetute, minacce di morte e torture per estorcere 10.000 euro, presentati come il rimborso di un presunto debito.
Gli investigatori hanno ricostruito i dettagli: i sequestratori hanno contattato il padre della vittima, residente in Pakistan, tramite videochiamata, pretendendo il pagamento per liberare il figlio e minacciando di continuare le sevizie fino all integrale saldo. Grazie alle informazioni della denuncia, la polizia ha localizzato il covo legato all’ambiente di lavoro della vittima. Il 2 febbraio mattina, un blitz ha permesso di fare irruzione e liberare l’uomo.
Le indagini successive hanno chiarito ruoli e responsabilità, portando agli arresti odierni. Le forze dell’ordine sottolineano la rapidità dell’intervento che ha evitato ulteriori danni alla vittima.







