FIRENZE – Gli anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica appartenenti all’Aaroi-Emac della Toscana, “considerato l’attuale numero elevato di contagi e di ricoveri sia in reparto medico che di terapia intensiva, soprattutto se confrontato con lo stesso dato di un anno fa, esprimono una forte preoccupazione per le scelte di allentamento delle misure di contenimento della pandemia che vengono percepite dalla popolazione come un pericoloso ‘liberi tutti'”.

Per Aaroi-Emac, “una caduta del livello di attenzione, da parte delle persone, con questi numeri, nonostante la campagna vaccinale stia iniziando solo ora a essere a pieno regime, può comportare una recrudescenza dei contagi con un eventuale nuovo picco pandemico nel corso dell’estate, vanificando tutti gli sforzi e i sacrifici” fatti finora. L’associazione ha chiesto poi un incontro urgente alla Regione per il “permanere delle criticità” nel servizio sanitario, dalla carenza di organico a “una conduzione assolutamente deficitaria nella gestione dei tracciamenti e lentezza nell’attivazione dei percorsi in risposta ai nuovi picchi di ricoveri ospedalieri”.

“Chi è stato ed è veramente sul campo – affermano poi i medici toscani dell’Aaroi-Emac – è stanco, sfiduciato e demoralizzato in quanto questa tragedia, purtroppo, sembra non aver insegnato nulla se non confermare che la memoria è corta. Profondissima e demoralizzante è la sensazione di totale indifferenza da parte delle dirigenze nei confronti del lavoro degli anestesisti rianimatori e dei medici dell’emergenza urgenza che da oltre un anno hanno visto la loro attività quotidiana in larga parte stravolta e si sono confrontati con il lato più impegnativo e doloroso del percorso di cura in questa emergenza sanitaria. Dopo mesi in cui le ferie sono state o ridotte oppure rifiutate, è per noi inaccettabile pensare che proprio agli specialisti che hanno affrontato la malattia sull’ultima linea difensiva non sia concesso un adeguato riposo con grave pregiudizio per la salute loro e dei pazienti”.

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