politeama1A Poggibonsi, in provincia di Siena, va in scena il bando della discordia. Sta facendo discutere da giorni l’avviso pubblico emesso per la selezione di un programmatore del cinema Politeama della città valdelsana. Avviso che scadrà il 26 gennaio prossimo.

I primi a scagliarsi lancia in resta contro l’atto sono i consiglieri di minoranza Simone De Santi e Francesco Michelotti che hanno fatto un’interrogazione per contestare le risorse pubbliche investite per la figura professionale “in un momento particolarmente difficile per la situazione economica e delle famiglie”. A loro ha replicato l’assessore alle politiche culturali Nicola Berti. spiegando che occorrono “professionalità e competenze specifiche” per il ruolo. Sotto accusa, in particolare, è lo stipendio che andrebbe al nuovo programmatore del cinema e che, fatti i calcoli, dovrebbe essere superiore ai quattromila euro al mese. E’ questo, infatti, il conteggio corretto così come previsto dal bando emesso dalla Fondazione Elsa (partecipata al cento per cento dal Comune valdelsano) per chi dovrà essere chiamato a selezionare e gestire la programmazione cinematografica della struttura.

La giusta interpretazione del bando, calcolata sugli incassi del 2013 (356.393,61 euro) è, infatti, così composta: parte fissa 18mila euro, parte variabile 21.767,23 euro (5% fino a trecentomila euro, 12% solo sulla parte compresa tra trecentomila e quattrocentocinquantamila euro), percentuale sugli incassi pubblicitari fino a un massimo di diecimila euro. Il totale sarebbe quindi di 49.767,23 euro, con un contenimento delle spese rispetto agli oltre 55mila euro previsti dal vecchio bando con gli stessi incassi.

Ma al di là delle polemiche sulla cifra (che non sta a noi giudicare se congrua o meno) rimane sullo sfondo una domanda: ha ancora senso nel 2015 che un Comune abbia a libro paga (anche se non direttamente come in questo caso) un programmatore di sala cinematografica che di fatto è chiamato ad operare in un mercato per il resto interamente privato? Le sale cinematografiche nel resto della regione, infatti, a quanto ci risulta, sono gestite in modo del tutto privatistico o con il volontariato.

Non può forse un cittadino di Poggibonsi farsi qualche chilometro per andare a vedere una prima visione? Così come fanno i cinefili di Siena o di altri comuni ad esempio? Davvero ha senso competere con il sistema delle multisale private sulle prime visioni dei film e farlo, pure, con i soldi della comunità che potrebbero essere investiti in altre attività culturali che coinvolgano maggiormente le associazioni del territorio?

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L’opposizione accusa I consiglieri comunali del gruppo “Insieme per Poggibonsi” Simone De Santi e Francesco Michelotti attaccano il bando, denunciando un eccessivo impiego di risorse pubbliche per il ruolo del programmatore del cinema: «In un momento particolarmente difficile per la vita dei nostri concittadini, dove molte famiglie stentano ad arrivare a fine mese, dove diminuiscono drasticamente le iscrizioni agli asili nido perché non si possono più pagare le rette, tutti siamo chiamati a fare dei sacrifici, e ci sembra equo che questo valga anche per la Fondazione Elsa. Il programmatore della stagione cinematografica, a nostro avviso, non può essere pagato con soldi Simone De Santipubblici, più della media del costo di un’assessore».

La replica del Comune L’assessore alle politiche culturali del Comune di Poggibonsi Nicola Berti giustifica il bando richiamandosi alle necessarie «professionalità e competenze specifiche» per il ruolo indicato. Poi il riferimento alla forbice tra risparmi e guadagni: «Abbiamo diminuito la parte fissa e legato la parte variabile ai risultati che saranno ottenuti. Se il programmatore raggiungerà nel corso della sua attività il doppio di fatturato per cinema e incassi pubblicitari, percepirà l’intera parte variabile». Per Berti dunque l’operazione sarebbe solo a risparmio. Una considerazione che scatena di nuovo De Santi, via Facebook: «Vallo a dire ai disoccupati e cassa integrati che il programmatore del cinema guadagna poco e facci sapere in quanti altri cinema d’Italia i programmatori vengono pagati dai cittadini». Il duello per ora su carta stampata e web è solo rimandato al prossimo consiglio comunale di Poggibonsi.

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