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FIRENZE – La Toscana guida la classifica delle regioni dove l’italiano è la lingua prevalente in famiglia, con il 75,6% della popolazione che la utilizza quasi esclusivamente.

Lo rivela il report Istat “L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere – Anno 2024”, che evidenzia come nel Nord-ovest e nel Centro del Paese l’italiano domini i contesti relazionali quotidiani.

«L’uso prevalente dell’italiano è più diffuso nel Nord-ovest e nel Centro», si legge nel rapporto. In ambito familiare, il 68,8% dei residenti nel Nord-ovest e il 64,8% di quelli del Centro parlano quasi solo italiano, contro il 39,1% al Sud e il 39,9% nelle Isole. Subito dietro la Toscana si piazza la Liguria (75,5%), mentre i valori più bassi si registrano in Calabria (31,1%) e Trentino-Alto Adige (31,5%).

Anche nei rapporti con estranei le disparità sono nette: l’italiano raggiunge il 91,1% nel Nord-ovest e l’87,4% nel Centro, scendendo sotto il 79% altrove. Il dialetto resiste soprattutto in famiglia al Sud (esclusi Sardegna e Abruzzo), dove oltre la metà della popolazione sopra i 6 anni lo usa in forma esclusiva o alternata all’italiano. Qui le quote più alte sono in Calabria (64%), Sicilia (61,5%) e Campania (61%). Al Centro, solo le Marche superano la media nazionale (49,9% contro 38%), mentre nel Nord-est spiccano Trento (54,5%) e Veneto (55,3%).

Rispetto al 2015, l’italiano in famiglia avanza ovunque, con crescite più marcate al Sud (+11,8 punti), in particolare in Basilicata (+14,9%) e Campania (+14%). L’uso esclusivo del dialetto cala in tutte le regioni, seppur con intensità diverse.

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