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FIRENZE – Toscana Aeroporti lavora per evitare un passaggio vincolante a Bruxelles sul decreto VIA della nuova pista di Peretola. L’obiettivo è  accelerare i lavori e limitare ritardi e aumenti di costi.

Ostacolo Procedurale
Emissari della società aeroportuale toscana stanno dialogando da settimane con il ministero dell’Ambiente, avvocati ed Enac per correggere il decreto VIA di novembre 2025 o ottenere un’interpretazione che trasformi l’iter europeo in una mera informativa, bypassando il parere formale della Commissione UE. Questa clausola, inserita nel via libera al Masterplan 2035 dell’aeroporto Vespucci, subordina l’efficacia ambientale alla procedura della Direttiva Habitat sul sito Natura 2000 della Piana. Si tratta di un approccio insolito rispetto a casi analoghi, dove basta comunicare la VIA positiva senza attendere l’ok di Bruxelles.

Rischi Temporali
I pericoli sono tangibili: un parere formale UE richiede mediamente 22-26 mesi, con picchi fino a 42, secondo analisi su 21 procedure simili condotte dai tecnici di Toscana Aeroporti. Un ritardo simile gonfierebbe del 20% i costi del masterplan, già a 470 milioni netti, inclusi 270 per il terminal di Archea e Marco Casamonti. A ciò si sommano le spese correnti per studi idraulici, acustici, radar e viabilità, con prezzari regionali rivisti ogni semestre che già registrano rincari.

Posizioni Istituzionali
Eugenio Giani ha espresso ottimismo sul futuro dell’aeroporto, suggerendo che basti una comunicazione UE anziché un parere formale, con la conferenza dei servizi nazionale imminente. Enac, però, resta rigida: come proponente, non avvierà la conferenza senza aver completato l’iter europeo, imponendo priorità al parere di Bruxelles per la “pista Giani”. Si ipotizza un errore nel decreto, simile al precedente del Ponte sullo Stretto, ma i legali consigliano di attenersi al testo per evitare impugnazioni.

Fronti Giudiziari
Permangono ricorsi al Tar da Comuni della Piana e Pratese, Università di Firenze per i laboratori di Sesto e Unipol per terreni a Castello, focalizzati su VIA e incidenza ambientale. Il progetto della pista 11/29 da 2.200 metri mira a minimizzare sorvoli e suolo rispetto al tracciato respinto nel 2020, ma resta vulnerabile.

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