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FIRENZE – Firenze commemora oggi il sessantesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966, la disastrosa esondazione dell’Arno che travolse la città, lasciando vittime, migliaia di sfollati e ferite profonde nel patrimonio artistico e nella vita quotidiana dei fiorentini.

La giornata si chiuderà nel pomeriggio con la cerimonia istituzionale a Palazzo Vecchio, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Una città sotto l’acqua

Sessant’anni fa l’Arno esondò travolgendo quartieri interi, strade, abitazioni, negozi e archivi. L’acqua e il fango invasero la città, causando 36 vittime e danni incalcolabili a palazzi e opere d’arte.

Le immagini di quei giorni restano tra le più drammatiche della storia di Firenze: una città trasformata in un enorme lago, con case allagate e beni personali rovinati dall’acqua sporca. Secondo le ricostruzioni, furono circa 18mila le abitazioni alluvionate, 4mila le famiglie senza casa, oltre un milione i volumi danneggiati e più di 1.500 le opere d’arte colpite.

Il ricordo di chi c’era

Tra le voci che oggi rievocano quei giorni c’è quella del presidente della Toscana, Eugenio Giani. «Ricordo come fosse ora l’alluvione del 1966», ha scritto sui social, evocando il fango che copriva tutto, l’odore di terra e acqua stagnante e la vista di Firenze come «un enorme lago» da piazzale Michelangelo.

Giani ha ricordato anche la dimensione privata della tragedia: l’auto di famiglia rovinata dall’acqua e il padre costretto a chiedere un prestito per comprarne una nuova. «Sono immagini che non se ne vanno», ha aggiunto, parlando del dolore per una città ferita ma anche del coraggio con cui i fiorentini si sono rialzati.

Gli Angeli del fango

Dalla catastrofe emerse però anche uno dei episodi di solidarietà più celebri della storia italiana: gli “Angeli del fango”, i giovani arrivati da tutta Italia e dall’estero per salvare libri, documenti e opere d’arte dalle acque e dal fango. La loro azione divenne il simbolo di una comunità capace di reagire insieme alla devastazione.

Anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha richiamato quel doppio volto della memoria: la ferita lasciata dall’alluvione e la forza della solidarietà. «Dal fango emersero la solidarietà degli Angeli del fango, la forza di una comunità e il coraggio di rialzarsi insieme. Firenze non dimentica», ha scritto questa mattina sui social.

Le celebrazioni di oggi

Le commemorazioni sono iniziate stamattina con una celebrazione eucaristica nella Basilica di Santa Croce, presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti. A seguire, un corteo è arrivato a Ponte alle Grazie per deporre una corona nell’Arno in omaggio alle vittime.

Nel pomeriggio, alle 16.30, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio ospiterà la cerimonia istituzionale alla presenza del presidente Mattarella. L’appuntamento rappresenta il momento centrale di un percorso commemorativo che coinvolge istituzioni, università, associazioni e cittadini.

Sessant’anni dopo, Firenze guarda al passato non solo per ricordare il disastro, ma anche per riflettere sul rischio idraulico e sulla necessità di prevenzione: una lezione che l’alluvione del 1966 ha lasciato alla città e all’intero territorio toscano.

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