Oggi banca Mps saluta il rientro a Rocca Salimbeni di Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone nel cda di banca Mps. Per loro un rientro dopo l’esclusione all’ulltima assemblea e poi il reintegro per le dimissioni dei consiglieri di minoranza eletti.
All’ordine del giorno la discussione sulla convocazione dell’assemblea dei soci fissata per il prossimo 29 ottobre.
Intanto ieri, mentre il ministro delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, confermava la neutralità del Ministero, che quindi non dovrebbe partecipare all’assemble nè tantomeno votare, l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, è intervenuto alla Bofa financials ceo conference.
Lovaglio ha spiegato agli investitori e ai fondi che l’assemblea del 29 ottobre in cui i soci del Monte dovranno decidere se approvare le due Ops non rappresenta “un referendum” tra l’offerta di Intesa e quelle di Mps in quanto la decisione se aderire a una o all’altra dovrà essere presa in un momento successivo”.
Doppa offerta a Bmp e banca Generali
Poi, è tornato a spiegare la doppia offerta di scambio di Mps su Banco Bpm e Banca Generali che presenta per i soci e l’istituto senese un “rischio di esecuzione limitato”. Ha spiegato che questa mossa prevede una sola vera fusione, con Banco Bpm (che può essere completata in 12-15 mesi”) mentre quella con Banca Generali rappresenta un innesto (“add-on”) che consentirà di accelerare la crescita nel wealth management e aprirà “grandi opportunità” nella bancassicurazione con le Generali.
Approvando le due Ops, invece, gli azionisti si tengono aperte “due alternative”, dando al management del Monte “l’opportunità di esplorare” e “meglio definire” i progetti con il Banco e con Banca Generali. Un doppio canale che aiuterà a “massimizzare il valore” delle quote azionarie in quanto in presenza di un’alternativa diventa più facile spuntare un “prezzo migliore”.
Lovaglio inoltre ha voluto mandare un messaggio ai soci spiegando che in questo modo la banca potrà offrire valore “nel breve” ma anche “nel lungo termine” attraverso la distribuzione di un dividendo di 4 miliardi di euro e un percorso di generazione di valore che, dai 2,5 miliardi di euro di capitalizzazione del 2022, possa puntare “ai 100 miliardi”.
“Credo fermamente che offrendo ai nostri soci tutti questi elementi faranno la scelta giusta. Dagli incontri che stiamo avendo la mia impressione è che il razionale del progetto sia stato condiviso e che tutti ne riconoscano il valore”.
Riferendosi poi a Credit Agricole, socio con quasi il 30% di Banco Bpm che anche ieri dichiara dinon comprende l’operazione, Luigi Lovaglio ha detto che “faranno le loro valutazioni ma sono fiducioso che per un gruppo come il Credit Agricole, con la sua storia, la bontà della nostra proposta è qualcosa di valore”.







