SIENA – Il regolamento è nero su bianco e l’amministratore delegato Luigi Lovaglio sarà centrale nelle scelte strategiche per la lista di candidati da presentare all’assemblea del 15 aprile.
La mossa del Cda segna un primo segnale sul futuro di Rocca Salimbeni. La presenza di Lovaglio, messa in dubbio settimane fa dal Comitato Nomine a causa di un’inchiesta giudiziaria che lo coinvolge, appare ora confermata. Nonostante serva una mediazione con i soci di maggioranza – Delfin e soprattutto Caltagirone – fonti vicine all’istituto senese ritengono improbabile una separazione tra la banca e il manager nei prossimi anni.
La lista dovrà essere depositata entro il 6 marzo, come previsto dalla normativa, lasciando circa un mese per un’intesa sui nominativi. La trattativa potrebbe essere condotta inizialmente non da Lovaglio, ma da Nicola Maione – altro candidato alla riconferma – e riguarderà profili e strategie allineati agli interessi dei principali azionisti. Questi ultimi sono intrecciati nel triangolo finanziario emerso dall’operazione Mediobanca: Mps, piazzetta Cuccia e Generali, definita da molti analisti il “gioiello della corona”.
Il percorso è scandito da tappe chiave. Prima l’assemblea del 4 febbraio, chiamata a varare le modifiche statutarie; poi la definizione di una strategia su Mediobanca, con il dilemma se integrarla o meno in Mps.
Dal Cda fanno sapere che il regolamento approvato garantisce “una adeguata formalizzazione delle regole di governance, assicurando massima trasparenza rispetto – come in questo caso – alle situazioni eventualmente rilevanti”.







