SIENA – “Noi non partecipiamo e seguiremo la decisione del mercato”. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha chiarito la posizione del Tesoro in vista dell’assemblea di Mps del 29 ottobre.
Il titolare di Via XX Settembre ha aggiunto che “il mercato probabilmente, nella sua capacità di discernere, premierà l’offerta migliore”, indicando così una linea di neutralità rispetto alle due proposte sul tavolo: l’offerta pubblica di scambio di Intesa su Mps e la controffensiva di Siena con le Opa su Banco Bpm e Banca Generali.
Il contesto: assemblea del 29 ottobre e “risiko bancario”
L’appuntamento chiave è l’assemblea straordinaria di Mps del 29 ottobre, quando gli azionisti saranno chiamati a votare in un’unica soluzione il pacchetto delle mosse difensive ideate dall’ad Luigi Lovaglio: le due offerte di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, un maxi-dividendo e, molto probabilmente, la fusione di Mediobanca nella capogruppo.
Per approvare le delibere serve una maggioranza qualificata dei due terzi, in applicazione della “passivity rule”: se il quorum non fosse raggiunto, la strada della controffensiva si interromperebbe, lasciando campo libero all’Opa di Intesa, che ha già ottenuto il via libera dell’assemblea dei propri soci (97% di voti favorevoli) per l’aumento di capitale funzionale all’offerta.
Le due offerte sul tavolo
Offerta Intesa su Mps: Opa volontaria totalitaria con scambio di 16 azioni Intesa ogni 10 azioni Mps più 1 euro in contanti per titolo, per un valore indicativo di circa 30,6 miliardi di euro. L’avvio concreto delle adesioni è atteso verso metà novembre, dopo i necessari ok normativi.
Contromossa Mps (Siena): doppia Opa di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, accompagnata da un piano industriale che prevede circa 5.000 uscite volontarie e 2.500 nuove assunzioni, e dalla fusione con Mediobanca. I tempi di partenza, in caso di esito positivo del voto del 29 ottobre, sono stimati non prima di febbraio-marzo 2027.
In questo quadro, la scelta del Mef di astenersi dal voto rafforza l’idea che la partita si giocherà principalmente sul campo dei grandi azionisti privati e dei fondi, con il governo che si limita a prendere atto della “decisione del mercato”.







